Il Nocino di San Giovanni Battista: un liquore dal gusto inconfondibile

A San Giovanni Battista è legata la preparazione del nocino, liquore ottenuto dall’infusione delle noci ancora verdi e immature nell’alcol

San Giovanni Battista è legata la preparazione del nocino, liquore ottenuto dall’infusione delle noci ancora verdi e immature nell’alcol. La tradizione, infatti, vuole che le noci vengano raccolte il 24 giugno, giorno in cui si celebra la nascita del Santo, nonostante la maturazione del frutto non sia ancora completata ed il mallo appaia verde e tenero.

La tradizione medievale vuole che tutte le streghe volassero in cielo per radunarsi sotto il Grande Noce di Benevento ed erano frequenti frasi come :”Unguento, unguento, mandami alla noce di Benevento, supra acqua et supra vento et supra omne maltempo”, mentre le streghe, radunandosi sotto il noce, gridavano : “Sotte ‘a l’acqua ‘e sotte u viente sotte ‘a noce ‘e Beneviente”. Il Grande Albero rappresentava la congiunzione tra naturale e soprannaturale, tra terra e cielo. Venne abbattuto intorno all’anno 665 per ordine del vescovo Barbato che condusse un gran numero di gente sul posto maledetto. Dopo averlo abbattuto, ne fece estirpare le radici per cavar via ogni male dalla terra.

In esse vi trovò un demone che lo stesso Santo ammazzò con l’acqua santa senza però riuscire a purificare il luogo dal male. Il Grande Noce è menzionato in molti testi antichi, dal 500 al 1600, ed intorno ad esso, nei secoli, si sono svolti numerosi riti e adunanze. Si parlava dell’”Albero magico” già nell’88 d. C. quando Benevento era “Maleventum” e nel 1427, quasi 8 secoli dopo l’abbattimento, San Bernardino da Siena, durante un sermone quaresimale, si scagliò contro i raduni malefici presso la città sannita. Pietro Piperno, invece, ne scrisse un trattato nel 1635: il “De nuce maga beneventana”.

Mentre i contadini erano soliti piantare il noce molto lontano dagli orti, convinti che fosse velenoso per il terreno circostante; si dice che fosse compito delle ragazze raccogliere le noci acerbe, arrampicandosi agilmente sugli alberi, bagnate dalla rugiada. Come preparare un buon nocino secondo la tradizione? Mettete 19 noci colte la notte di San Giovanni in una caraffa e, dopo averle sommerse con un litro di alcool etilico 95°, posizionate la caraffa su uno scaffale, mescolando il contenuto ogni 2-3 giorni. Lasciate che l’alcool estragga tutto il sapore delle noci fino al 3-4 agosto.

Trascorso questo tempo, preparate uno sciroppo, sciogliendo 500 grammi di zucchero in 300 cc di acqua, aggiungendolo nella caraffa e mescolando energicamente. Filtrate il tutto con un panno, versando il nocino in 1-2 bottiglie di vetro scuro, lasciandole riposare al buio per almeno 3 mesi. Non si sa se il nocino sia davvero miracoloso, di certo è gustosissimo ed un eccellente digestivo. Una curiosità: è possibile aggiungere chiodi di garofano e cannella in minime quantità, dosati in modo tale che l’aroma prevalente nel liquore sia sempre quello della noce e che il bouquet complessivo che si crea risulti armonioso.