Vaccini: allo studio batteri killer al posto di antibiotici

"Ogni 5 anni ci sarà bisogno di nuovi antibiotici. Con i vaccini questo discorso non vale. Ecco perché bisogna investire in questo settore"

Stiamo studiando vaccini contro batteri ‘killer’ che oggi sono resistenti agli antibiotici. E in generale quello che sta emergendo è che, al contrario, non si verifica resistenza nei confronti dei candidati vaccini. D’altro canto sono decenni che vacciniamo contro la difterite o il tetano e non ci sono mai stati problemi di questo tipo. Mi sto impegnando per sensibilizzare la comunità scientifica mondiale su questo tema: meno antibiotici, più vaccini“: lo ha dichiarato Rino Rappuoli, fra i massimi esperti al mondo di vaccini e Chief Scientist & Head of External RD di Gsk Vaccines, oggi a Roma nel corso di un incontro nella sede di Farmindustria. Fra i batteri più temibili “lo stafilococco e il gonococco ma anche batteri per i quali non ci sarebbe bisogno di una vaccinazione di massa e in età pediatrica, come il clostridium difficile, comune solo in ambiente ospedaliero, nei pazienti che si sottopongono a chirurgia. Bisogna pensare che la resistenza agli antibiotici provocherà, entro il 2050, circa 10 milioni di morti l’anno, una cifra superiore a quella dei decessi per tumore (8 milioni stimati). Tutti vogliono nuovi antibiotici, ma la ricerca in questo campo sta segnando il passo e fra l’altro l’uso scorretto che si fa di questi medicinali può inficiarne l’efficacia. Ogni 5 anni ci sarà bisogno di nuovi antibiotici. Con i vaccini questo discorso non vale. Ecco perché bisogna investire in questo settore“.