Venezia, idrogeno per i vaporetti: la tecnologia c’è

Vaporetti alimentati a idrogeno per Venezia? La tecnologia c'è, e non è più un alibi per rinnovare la flotta del trasporto pubblico lagunare, ormai datata e ferma a un secolo fa

Vaporetti alimentati a idrogeno per Venezia? La tecnologia c’è, e non è più un alibi per rinnovare la flotta del trasporto pubblico lagunare, ormai datata e ferma a un secolo fa. Sara’ uno degli argomenti che caratterizzeranno una tavola rotonda in programma all’Isola della Certosa, nell’ambito delle iniziative per la tappa in Laguna di “Energy Observer”, la prima imbarcazione a energia rinnovabile impegnata in un tour mondiale di cinque anni.

A sostenere la possibilità di un cambiamento è Alberto Sonino, amministratore dell’associazione “Vento di Venezia”, che ha in concessione l’isola veneziana.

“Questo catamarano – ha detto all’ANSA – e’ un messaggio concreto che non ci sono piu’ scuse tecnologiche e industriali per passare all’idrogeno, siamo arrivati a livelli di sicurezza, economicita’ e affidabilita’. In esso non c’e’ niente di nuovo, ma un’integrazione delle varie tecnologie, con pannelli che accumulano energia per motori elettrici in bombole di idrogeno pressurizzate e ritrasformabili. A Venezia si naviga ormai con tecnologie di 100 anni fa, non piu’ sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Sonino, ex velista azzurro, e’ stato in parte testimone della nascita del progetto “Energy Observer”: “Ero al Salone nautico di Parigi del 2016 quando Victorien Erussard, velista anche lui, mi disse di aver avuto un’idea di una barca come una ‘smart grid’ galleggiante. Poco tempo dopo mi ha detto di essere riuscito a trovare gli sponsor, e che Venezia sarebbe stata tra le tappe sicure del viaggio”.

Da qui il messaggio a istituzioni, imprese e mondo accademico, per innovare la flotta dei vaporetti veneziani: “Bisognerebbe che le istituzioni stimolassero con incentivi, ma anche con decisioni come le ztl acquee riservate a motori ecologici”.