Crollo Ponte Genova: la Procura ipotizza il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti

La Procura di Genova è pronta a contestare anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre a quelli di omicidio colposo plurimo e disastro colposo

Ufficio Stampa Vigili del Fuoco/LaPresse

La Procura di Genova è pronta a contestare anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre a quelli di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, per il crollo del ponte Morandi che ha provocato decine di morti e oltre 600 sfollati.

“Non è stata una fatalità, ma un errore umano”, ha sottolineato il procuratore Cozzi che coordina le indagini sul caso con i pm Walter Cotugno e Massimo Terrile. Gli inquirenti genovesi hanno acquisito tutti i video disponibili sul disastro, tra cui quelli delle telecamere puntate sulla galleria dell’aeroporto, per verificare quanti automezzi si trovassero sul viadotto al momento del cedimento e la dinamica di quanto accaduto.

La Procura ha acquisito inoltre gli atti riguardanti la progettazione, la realizzazione e la manutenzione dell’opere.

“Di fronte a una tragedia del genere non voglio sentir parlare di limiti di spesa o di norma“. Lo ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi che coordina le indagini per il crollo del ponte Morandi per il quale sono stati ipotizzati i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo conseguente a crollo di costruzione e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti.