Sanità: anche in Puglia trapianti con sistema crossover

Il sistema sanitario pugliese ha potuto partecipare, nei giorni scorsi, al sistema crossover, un processo di scambi incrociati di organi che consente di procedere all'implementazione dell'organo anche in casi di incompatibilità

Il sistema sanitario pugliese ha potuto partecipare, nei giorni scorsi, al sistema crossover, un processo di scambi incrociati di organi che consente di procedere all’implementazione dell’organo anche in casi di incompatibilità.

Ne hanno parlato oggi a Bari il presidente della Regione Puglia e assessore alla Salute Michele Emiliano e Loreto Gesualdo, coordinatore del Centro Regionale Trapianti. Si tratta di un sistema che attraverso un algoritmo consente, anche in caso di incompatibilità, di allocare l’organo giusto sul paziente giusto anche a distanza di moltissimi chilometri l’uno dall’altro e tra famiglie diverse, data la disponibilità dei consanguinei alla donazione.

“Questo procedimento – ha spiegato Emiliano – prevede una eccellenza straordinaria non solo nella qualità dell’espianto e del reimpianto, ma anche nella velocità di esecuzione dell’operazione, perché tutto deve avvenire in pochi minuti. C’è un filmato bellissimo del professor Gesualdo che riceve dalla Polizia stradale il frigorifero portatile con l’organo che proveniva da Padova, e vederlo è stata una emozione fortissima. Onestamente ho avuto le lacrime agli occhi, perché so cosa significa far giungere l’organo in tempi utili, e questo grazie a tutta la macchina della Repubblica che ha partecipato alla buona riuscita dell’operazione. Questa è l’Italia che ci piace ricordare qui in questi giorni caldissimi di Ferragosto nei quali però sono tutti al lavoro al Policlinico di Bari’‘.

Uno dei primi trapianti al rene cross-over del programma Deck è stato, infatti, eseguito al Policlinico del capoluogo. Si tratta di un trapianto incrociato che permetterà di allungare la vita di quattro persone, evitando loro la dialisi, con l’utilizzo di un solo organo da donatore deceduto.

Il programma seguito, che si chiama ‘Deck’ (DECeased-Kidney) e prevede l’uso di organi da donatore deceduto, ha innescato una catena di trapianti tra coppie immunologicamente incompatibili. Un aiuto importante per implementare i trapianti di rene da donatore vivente tra persone che, anche se legate affettivamente, sono spesso incompatibili tra loro.