Terremoto Molise, qual è il reale rischio di danni? Il presidente Ingv fa chiarezza

La magnitudo del Terremoto avvenuto questa sera in provincia di Campobasso, compresa fra 5.1 e 5.2, è quattro volte inferiore a quella di 5.5, che in media può generare danni

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La magnitudo del Terremoto avvenuto questa sera in provincia di Campobasso, compresa fra 5.1 e 5.2, è quattro volte inferiore a quella di 5.5, che in media può generare danni, considerando che l’energia raddoppia ogni volta che l’intensità aumenta dello 0.2. E’ questo, ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni, uno degli elementi importanti per capire come mai nella zona non siano avvenuti danni agli edifici.

“L’altro elemento – ha aggiunto – è la profondità, che secondo i primi calcoli potrebbe essere compresa fra 9 e 19 chilometri”.

“Si calcola che in Italia la soglia del danno corrisponda in media a terremoti di magnitudo 5.5 e nel caso del Terremoto avvenuto il 16 agosto a Campobasso siamo al di sotto dello 0.4. Possiamo perciò dire – ha osservato Doglioni – che l’energia di questo evento è stata quattro volte più bassa rispetto a quella di venti che possono provocare danni”.

Anche la profondità di un Terremoto, ha aggiunto, può incidere molto sulla capacità di danneggiare gli edifici: “più un Terremoto è profondo, meno danni genera“. Nel caso del Terremoto in Molise “il valore della profondità non è ancora definitivo potrebbe essere compreso fra 9 e 19 chilometri”.