Dagli abissi allo spazio per migliorare la qualità della vita sulla Terra

Nella “Grotta del Vento” in Toscana - il sito in grado di riprodurre le caratteristiche presenti nella stazione spaziale internazionale - sarà sperimentato il prototipo che analizzerà l’acqua per le emergenze idriche e per le future missioni spaziali

Fervono alla Grotta del Vento i preparativi per i test sul campo del progetto BIOWYSE, finanziato in ambito H2020 dalla Commissione Europea, condotto da un consorzio internazionale composto da European Science Foundation (Francia), Thales Alenia Space (JV Thales/Leonardo), SMAT S.p.A. (Società Metropolitana Acque Torino) Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR e l’Università di Firenze (Italia), GL Biocontrol (Francia), AquiSense Technologies (Gran Bretagna), Liewenthal Electronics (Estonia) e A-ETC (Repubblica Ceca).

Il progetto BIOWYSE ha come scopo il perfezionamento delle tecniche usate per ottimizzare le caratteristiche delle acque potabili a bordo dell’ISS (Stazione Spaziale Internazionale). In una piazzola che sarà allestita all’interno della Grotta del Vento verrà collaudato il prototipo di una complessa apparecchiatura capace di analizzare in tempo reale l’acqua dal punto di vista batteriologico, provvedendo alla sua immediata correzione in caso di contaminazione. Lo stesso dispositivo sarà in seguito utilizzabile a bordo dell’ISS o di altre stazioni o veicoli spaziali. SMAT, già fornitore ufficiale dal 2008 dell’acqua per numerose missioni nello spazio, intende esplorare tra le numerose variabili anche le diverse tipologie di acqua.

La ricerca non si ferma a livello spaziale,  ma torna sulla terra per affrontare e risolvere problemi concreti.  Il principio messo a punto con il dispositivo BIOWYSE potrà anche essere utilizzato in situazioni che necessitino di analisi in tempo reale per scoprire eventuali presenze batteriche nell’acqua potabile, come per esempio durante le emergenze oppure in località remote dove risulta complesso effettuare il prelievo,  trasferire il campione in laboratorio, predisporre le analisi ed attendere le canoniche 48 ore per conoscerne gli esiti.

La Grotta del Vento è stata scelta per la sua rappresentatività di ambiente confinato nel quale l’unica fonte di inquinamento può derivare dalla presenza umana, come avviene a bordo dell’ISS.

Giovedì  13 settembre, alle ore 11, presso il sito de “La Grotta del Vento”  i rappresentanti dell’ equipe di ricerca italiana – IRSA-CNR, THALES ALENIA SPACE e SMAT – nel corso di una conferenza stampa,  illustreranno l’attività che si svolgerà dal 12 al 14 settembre p.v.