Osservazione della Terra: l’Agenzia Spaziale Europea seleziona nuovi programmi

Scelti tre progetti di Osservazione della Terra nell’ambito del programma Earth Explorer

Il tramonto sull'orizzonte (LaPresse/Sipa USA)

Le missioni satellitari all’avanguardia sono una prerogativa dell’Agenzia Spaziale Europea, che mira sempre più ad ampliare la comprensione scientifica del nostro pianeta. Tra i programmi di maggior rilievo nell’ambito dell’Osservazione della Terra, c’è l’Earth Explorer, ideato appositamente in risposta ai bisogni della comunità scientifica per cercare di comprendere diversi aspetti del sistema terrestre. Lo scopo di questo programma – riporta Global Science – è quello di far progredire scienza e tecnologia per rispondere a questioni di rilievo come la disponibilità di cibo, acqua, energia, risorse, salute e cambiamento climatico.

Dopo aver lanciato una call nel 2017 nell’ambito dell’Earth Explorer, la commissione dell’Esa, ha selezionato tre tra le 21 proposte ritenute più idonee: Stereoid, Daedalus e G-class. Le tre idee sono tutte tecnologicamente innovative e hanno un grande potenziale. Stereoid si andrebbe ad unire alla costellazione Copernicus, con l’obiettivo di misurare i piccoli spostamenti della superficie degli oceani e ghiacciai, per migliorare la nostra comprensione sui modelli di circolazione globale oceanica e sulla variazione di densità delle masse d’acqua.

Daedalus porterà con sé una suite di strumenti per misurare un’area per la maggior parte inesplorata, tra l’atmosfera superiore e lo spazio. L’obiettivo è quello di rilevare le quantità di energia depositata nell’atmosfera superiore, misurando, ad esempio, gli effetti causati dai processi elettrodinamici in quest’area. Il concept di Daedalus è basato su un satellite-madre, composto da altri quattro piccoli satelliti che verranno poi rilasciati nell’atmosfera.

G-Class, invece, sarà costituito da un radar ad apertura sintetica, posizionato in orbita in modo da fornire una costante visuale dell’Africa e delle regioni del Mediterraneo. Scopo della missione, osservare i processi del ciclo dell’acqua durante il giorno, per migliorare la capacità di previsione di precipitazioni, inondazioni e frane.

L’Agenzia Spaziale Europea avvierà ora lo studio di fattibilità delle missioni selezionate, per poi fare un’ulteriore scrematura per scegliere quale delle tre salirà sul podio, aggiudicandosi il primo posto.