L’uragano Florence sferza il North Carolina, “un’alluvione che capita ogni 1000 anni”: venti a 170 Km/h, saranno 24-36 ore da incubo

L'uragano Florence ha toccato terra in North Carolina. Come rileva il National Hurricane Center, l'uragano è approdato sulla costa sudorientale degli Stati Uniti poco dopo le 7 del mattino locali

L‘uragano Florence ha toccato terra in North Carolina. Come rileva il National Hurricane Center, l’uragano è approdato sulla costa sudorientale degli Stati Uniti poco dopo le 7 del mattino locali. Nelle aree di Morehead City e di New Bern sono stati segnalati tetti scoperchiati dal vento che, all’aeroporto internazionale di Wilmington, ha raggiunto le 105 miglia orarie, quasi 170 km/h. A New Bern, in particolare, ci sarebbero circa 150 persone bloccate nelle proprie abitazioni in attesa di soccorso. La cittadina ha già registrato un innalzamento del mare di tre metri e 18 cm di pioggia. Altri 200 abitanti sono già stati portati al sicuro.

Si prospettano due giorni da incubo. L’uragano Florence sarà “una minaccia significativa per le prossime 24-36 ore.” Lo ha reso noto la Fema, l’equivalente statunitense del nostro dipartimento per la Protezione civile, nella prima conferenza stampa organizzata dopo l’arrivo dell’uragano di categoria 1 sulle coste della North Carolina. Al momento, oltre 500.000 case sono prive di elettricità: 475.022 in North Carolina e 32.359 in South Carolina.

Un’alluvione di quelle che capitano una volta ogni mille anni: è la definizione del fenomeno che ha dato il ministro dei trasporti della North Carolina Jim Trogdon. L’uragano Florence, che è a circa 90 km a nordest di Myrtle Beach in South Carolina con venti a 130 kmh, dovrebbe indebolirsi significativamente nel weekend e all’inizio della prossima settimana mentre procede verso l’entroterra. E’ la previsione del centro nazionale per gli uragani (Nhc). 

Nel frattempo i reportage dalle zone colpite dall’uragano Florence monopolizzano i notiziari dei principali network americani, che sembrano fare a gara per quello più vicino all’occhio del ‘mostro’. I reporter si trovano, impavidi, a sfidare venti, mareggiate e allagamenti, in collegamenti dove appaiono fradici e sbalzati da raffiche impetuose. Alcuni si sono equipaggiati con stivaloni alti, altri pattugliano le zone inondate in barca.