Farmaci: ecco come prevenire l’emicrania, “un’autentica speranza per i pazienti che da anni convivono con il dolore”

"Questi risultati forniscono un'autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell'emicrania"

Pubblicati su “Lancet” i dati completi dello studio Liberty, condotto in pazienti con emicrania episodica che hanno provato e fallito da due a quattro precedenti trattamenti preventivi.

I pazienti trattati con erenumab hanno presentato un miglioramento significativo in tutti gli endpoint primari e secondari dello studio,” spiega Novartis.
Il medicinale è stato specificamente sviluppato per prevenire l’emicrania, mediante il blocco del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina, che svolge un ruolo critico nella malattia: “Questi risultati forniscono un’autentica speranza ai pazienti che da anni convivono con il dolore e la disabilità dell’emicrania mentre passano ripetutamente da una terapia all’altra, a causa della mancanza di efficacia o dell’insorgenza di effetti indesiderati intollerabili“, ha dichiarato Uwe Reuter, Managing Medical Director presso la Charité Universitätsmedizin di Berlino. “Nei soggetti caratterizzati dai più elevati bisogni medici insoddisfatti, questi risultati dimostrano l’efficacia di erenumab non solo nel ridurre il numero di giorni di emicrania, ma anche nel consentire ai pazienti di riprendere possesso della loro vita quotidiana“.

I dati “confermano erenumab come un’opzione terapeutica preventiva sicura ed efficace per i pazienti di tutto lo spettro dell’emicrania, compresi quelli che soffrono di forme particolarmente difficili da trattare. Questi pazienti meritano un’opzione di trattamento preventivo che permetta loro di essere maggiormente presenti sul lavoro, a casa e con gli amici. Con erenumab stiamo aprendo una nuova strada, mentre ridisegniamo la cura di questi pazienti emicranici che finora non sono riusciti a trovare terapie preventive efficaci“, ha rilevato Danny Bar-Zohar, Global Head of Neuroscience Development presso Novartis Pharmaceuticals.

I dati dello studio dimostrano che, rispetto al placebo, dal basale all’ultimo mese di terapia (settimane 9-12) i pazienti trattati con erenumab hanno presentato in più del doppio dei casi una riduzione del 50% o più del numero di giorni di emicrania. Inoltre i pazienti trattati hanno presentato, in quasi il triplo dei casi, una riduzione di almeno il 75% dei giorni di emicrania, e il 6% è risultato completamente libero da episodi di emicrania (numero di giorni di emicrania ridotto del 100%), rispetto a nessun paziente con placebo. Nel complesso, la tollerabilità e la sicurezza di erenumab sono state simili a quelle del placebo, in linea con i risultati ottenuti durante l’intero programma di sperimentazione clinica, condotto su oltre 3.000 pazienti.

Nel corso dello studio Liberty, inoltre, i ricercatori hanno visto che i pazienti trattati con erenumab hanno riportato un miglioramento significativamente maggiore in tutti gli outcome valutati, inclusa la capacità di portare a termine le attività quotidiane, come svolgere le incombenze domestiche e alzarsi dal letto, rispetto al placebo.

Il medicinale è stato approvato nello Spazio economico europeo, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Svizzera, negli Emirati Arabi Uniti e a Singapore.