AIGAE: a Gravina è nato oggi il Sentiero Geopoetico dell’Acqua e della Pietra

Per la prima volta alla stampa il Sentiero dell’Acqua e della Pietra. Si potrà visitare il letto di un antico fiume e si entrerà in un quartiere medioevale scavato nella roccia

Gravina

Partito in Puglia, a Gravina, il Sentiero geopoetico dell’Acqua e della Pietra. Sentiero dell’acqua perché saremo sul letto di un fiume esistito migliaia di anni fa. Geopoetico perché lungo il percorso si ascoltano passi letterari attinenti al contesto ambientale. Della pietra perché è possibile entrare nell’antica città di Sidìn della quale si hanno notizie dal 1.000 A.C. per visitare una vastissima area archeologica, ammirare sepolture a tumulazione e a camera. Poi c’è il quartiere medioevale scavato nella roccia con ambienti, che conservano ancora tratti e dettagli originali, come la cisterna scavata nel tufo e usata con tutta probabilità per raccogliere l’acqua piovana, con tanto di evidenti condotti anch’essi scavati nella roccia, i giacigli, le nicchie usate per la dispensa e per l’illuminazione. Il sentiero dell’Acqua e della Pietra, nato oggi a Gravina, offrirà l’opportunità di conoscere e visitare l’accampamento del Console Romano Silla, la strada percorsa da San Pietro ma anche di entrare nella parte sotterranea dove ammirare buchi scavati nella roccia dai pastori per consentire il passaggio della transumanza”: lo ha dichiarato Ezio Spano, Guida Ambientale Escursionistica AIGAE, tra gli ideatori del nuovo Sentiero. Il Briefing stampa è ancora in corso lungo l’intero cammino guidato dallo scrittore Davide Sapienza.

Il sentiero inizia entrando nel Parco Naturalistico di Capotenda a Gravina. Ci sono sepolture risalenti al 400 a.C. ed invece sulla collina di Botromagno, si entrerà nell’antica città di Sidìn. Oltre ai ruderi dei muri perimetrali si potranno ammirare sepolture a tumulazione e a camera. Dall’antica città di Sidìn si ridiscende fino ad arrivare al livello del torrente “Crapo”, attraversando dapprima la zona della “Terra Santa”, luogo delle fosse comuni per la febbre spagnola che decimò letteralmente la popolazione gravinese nel secondo decennio del secolo scorso e poi passando sotto Ponte Santo Stefano (bombardato durante la seconda guerra mondiale) raggiungeremo il Complesso rupestre “Sette Camere”: vero capolavoro dell’architettura rupestre – ha continuato Spano – una vera e meravigliosa abitazione con 7 ambienti ben distinti e particolarmente interessante per l’ancora evidente sistema di recupero delle acque piovane e di condensazione. Complesso rupestre “Sette Camere”, capolavoro dell’architetture rupestre che meglio contraddistingue le nostre origini,attribuito all’epoca medievale ma con molta probabilità già utilizzato nei secoli precedenti. Si tratta di un vero e proprio complesso rupestre costituito da diverse grotte di varie dimensioni disposte su tre distinti livelli, sui quali si possono trovare chiari segni di un antico utilizzo degli ambienti, quali gradoni e altri particolari legati alla viabilità. Si ha l’impressione di trovarsi all’interno di un piccolo quartiere scavato nella roccia. Alcuni ambienti, nonostante il trascorrere del tempo, conservano ancora tratti e dettagli originali, come la cisterna scavata nel tufo e usata con tutta probabilità per raccogliere l’acqua piovana dal piano di campagna, con tanto di evidenti condotti anch’essi scavati nella roccia, i giacigli, le nicchie usate per la dispensa e per l’illuminazione”.

Aumento del turismo del 300% a Gravina in Puglia

Negli ultimi 3 anni a Gravina in Puglia abbiamo registrato il 300% di aumento del turismo. Il Consorzio Turistico è nato con l’intento di promuovere tutte le attività culturali e turistiche del territorio. E’ un Consorzio misto di pubblico e privato con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale, del Capitolo Cattedrale, le Chiese, la Fondazione Santomasi e ben 20 aziende private. Abbiamo creato un biglietto unico del turista – ha affermato Giuseppe Topputo, Presidente del Consorzio Turistico di Gravina – a mettere insieme tutte le associazioni che gestiscono i vari siti ed ottenendo un abbattimento dei costi. Abbiamo dei biglietti integrati anche con Matera che dista appena 15 minuti da Gravina”.

L’Amministrazione tenta il riconoscimento UNESCO
L’Amministrazione ha messo in atto politiche attive tese alla promozione e valorizzazione del territorio come ad esempio il recupero dei nuclei storici che erano in notevole stato di abbandono e degrado, lasciati in disuso dai proprietari. Abbiamo realizzato i sottoservizi che mancavano come acqua – ha dichiarato Raffaele Lorusso, Assessore al Marketing di Gravina in Puglia – fogne, gas per il riscaldamento, abbiamo recuperato spazi, piazze, realizzato illuminazione. Portando questi servizi all’interno dei nuclei storici, si è creato quel propulsore di sviluppo e quindi le famiglie si sono riappropriate delle proprie abitazioni all’interno dei nuclei storici recuperandole e ristrutturandole. Oggi assistiamo alla nascita di tanti B&B, ristoranti, attività ricettive proprio all’interno di questi nuclei storici. L’Amministrazione ha messo in atto altre procedure come quella riguardante il riconoscimento di Gravina come Patrimonio UNESCO. Insieme alla vicina Matera, si è celebrato un Consiglio intercomunale nel quale abbiamo sancito un protocollo d’intesa affinché il sito Unesco Matera possa integrare anche Gravina che per ambiente naturale e percorsi naturalistici è un unicum con la vicina Matera. Speriamo di avere un responso positivo”.