Energia: accordo AGSM-ENEA per ricerca e brevetti nelle rinnovabili

La firma dell’accordo tra il presidente di Agsm e il presidente di Enea è avvenuta alla presenza di Steven Chu, premio Nobel per la fisica nel 1997

Da sinistra Michele Croce, presidente di Agsm, e Federico Testa, presidente di Enea

L’energia è carburante per lo sviluppo industriale: questo storico dato è sottolineato dall’accordo tra la multiutility Agsm ed Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Il fine della strategica intesa è far nascere progetti di ricerca, competenze e brevetti per: la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico.

L’accordo è stato siglato, venerdì 16 novembre a Verona, durante le celebrazioni di Agsm: sesta multiutility italiana in ordine di fatturato ed azienda che da 120 anni alimenta la crescita industriale del territorio veronese, fin dalla realizzazione della diga sull’Adige, durante il secondo decennio del secolo scorso.

Da sinistra Michele Croce, presidente di Agsm, e Federico Testa, presidente di Enea

«Agsm negli ultimi 8 anni ha investito 120 milioni di euro nella produzione di rinnovabili, in ordine di importanza: idroelettrico, eolico e fotovoltaico. E attualmente ha una percentuale del 30% di energia rinnovabile su quella complessivamente prodotta. Un dato che è in linea con quello nazionale.» – ha affermato Michele Croce, presidente di Agsm, che ha illustrato gli obiettivi per il breve futuro – «Vogliamo raddoppiare la nostra rinnovabile entro i prossimi 4 anni. E triplicarla entro i prossimi 8. Grazie ad un piano complessivo di investimenti per 265 milioni, da qui al 2021.»

La firma dell’accordo tra il presidente di Agsm, Michele Croce, e Federico Testa, presidente di Enea, è avvenuta alla presenza di Steven Chu, premio Nobel per la fisica nel 1997 ed ex segretario all’energia dell’amminstrazione Obama, nonché membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze. Lo scienziato statunitense ha tenuto un intervento in cui ha sottolineato la necessità e l’urgenza di azioni concrete per rallentare il tasso di crescita della temperatura media del nostro pianeta: «Abbiamo perso molto tempo e sprecato diverse occasioni, ma c’è ancora la possibilità di cambiare il corso delle cose. Fondamentale è la ricerca e gli investimenti ad essa collegati»