Giornata del Cordone Ombelicale: il 15 novembre una mobilitazione a livello mondiale

La Giornata Mondiale del Cordone Ombelicale vuole rendere noto quanto il sangue cordonale e le cellule in esso contenute stiano contribuendo a cambiare il mondo della medicina

conservare cordone ombelicale

Informare sulla natura delle terapie con le cellule staminali e sull’importanza del sangue cordonale: questo l’intento della Giornata Mondiale del Cordone Ombelicale che il 15 novembre vedrà una mobilitazione a livello mondiale delle più importanti società ed enti pubblici e privati che si confronteranno attraverso eventi e convegni per presentare i traguardi raggiunti dal settore nell’ultimo periodo.

L’evento si fa promotore dell’educazione e della divulgazione del valore del sangue cordonale a livello globale: una chiaro intento culturale volto a sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema tanto importante, quanto delicato. Considerato ancora per i più un tabù, la Giornata Mondiale del Cordone Ombelicale si pone l’importante obiettivo di rendere noto quanto il sangue cordonale e le cellule in esso contenute stiano contribuendo a cambiare progressivamente e positivamente il mondo della medicina.

La divulgazione scientifica è la parte essenziale della missione di questa ricorrenza: usare il sangue cordonale non è più fantascienza o solo “speranza”, WCBD sarà l’occasione per riflettere sulla pratica di conservazione di questa preziosa risorsa naturale.

Ad oggi sono stati oltre 35.000 i trapianti effettuati grazie al sangue cordonale in tutto il mondo per 80 diverse malattie potenzialmente letali come la leucemia, il linfoma e l’anemia falciforme. Come confermano le ultime ricerche, le cellule staminali cordonali si stanno rivelando importanti nel campo della medicina rigenerativa nei trattamenti, ancora sperimentali, delle lesioni del midollo spinale, della paralisi cerebrale, dell’autismo, del diabete di tipo 1.

In Italia oltre il 95% dei cordoni viene gettato come un rifiuto speciale, sprecando un prezioso materiale biologico dalle enormi potenzialità terapeutiche. Il momento del parto è l’unica occasione in cui è possibile prelevare le cellule staminali in modo semplice e non invasivo né per la mamma né per il nascituro. Attualmente le cellule staminali possono essere conservate in una banca privata – familiare oppure possono essere donate in una banca pubblica, per dare la possibilità di cura alle persone che necessitano del trapianto: è stato dimostrato che il sangue del cordone ombelicale può essere conservato per più di 20 anni senza perdere la sua capacità proliferativa.

Trent’anni sono passati dal primo trapianto con le cellule staminali cordonali: nel 1988 ebbe luogo questo  importante intervento che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui guardiamo al nostro corpo. Si tratta del caso del paziente Matthew Farrow affetto da Anemia di Fanconi. All’età di 5 anni è stato curato grazie al sangue cordonale prelevato dalla sorella che dalla diagnosi prenatale è risultata non affetta dalla malattia. Il paziente è completamente guarito e gode tutt’ora, di ottima salute ed è tra i principali promotori  e sostenitori dell’utilizzo del sangue cordonale.

A suggellare l’importanza di questa seconda edizione vi è la collaborazione dei più importanti enti operanti nel settore al livello mondiale. Il World Cord Blood Day è promosso dalla Fondazione Be the Match, la comunità di professionisti WMCDA, l’ente no profit internazionale Cord Blood Association, l’AABB Center for Cellular Therapies e la fondazione FACT (Foundation for accreditation of cellular therapy). Il Gruppo Famicord rinnova la sua partnership per la Giornata Mondiale del Cordone Ombelicale.