Fisica: exhibit ed esperimenti, l’INFN al Festival della Scienza Futuro Remoto

L’INFN partecipa al Festival che si terrà a Città della Scienza raccontando le sue principali linee di ricerca

Festival della Scienza Futuro Remoto INFN

Fino all’11 novembre il Festival della Scienza Futuro Remoto torna ad aprirsi all’intera città di Napoli, a tutta la regione Campania e all’intero Paese. L’INFN partecipa al Festival che si terrà a Città della Scienza raccontando le sue principali linee di ricerca attraverso exhibit ed esperimenti e con un evento serale, ideato dall’INFN e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che narra una delle principali scoperte degli ultimi cento anni.

Lo stand dell’INFN a Città della Scienza è articolato in cinque aree. Si parla di elettronica, raggi cosmici, onde gravitazionali, neutrini e anche del rapporto tra arte e scienza. È in esposizione, infatti, un microscopio ottico che permette di esplorare i segreti di un microchip di elettronica moderna, un telescopio per raggi cosmici per rivelare in tempo reale particelle prevenienti dallo spazio, un modellino di interferometro per onde gravitazionali che simula l’effetto dell’arrivo di un’onda gravitazionale sulle antenne gravitazionali Virgo e LIGO, elementi dell’esperimento Opera che ha studiato a lungo i neutrini nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, e parte della mostra di Art & Science Across Italy dell’INFN.

Domenica 11 novembre alle ore 17.00, presso la Sala Newton di Città della scienza, ci sarà “Lights and Waves Rhapsody, Racconto in musica a tre voci”. È un racconto, organizzato dall’INFN e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in collaborazione con l’INAF, che narra la più straordinaria scoperta nel campo della fisica degli ultimi 100 anni: la prima rivelazione di onde gravitazionali emesse dalla fusione di stelle di neutroni, avvenuta in perfetta sinergia tra strumenti molto diversi. Una rivoluzione che ha cambiato l’immagine del nostro Universo. In un’alternanza di parole e musica, la narrazione in tre atti è affidata ai protagonisti della scoperta: fisici d’eccezione che grazie a strumenti, tecnologie e conoscenze diverse, hanno ricomposto l’immagine dell’incredibile evento cosmico, descrivendo nel dettaglio le caratteristiche e inaugurando la nuova era dell’astronomia multimessaggera. Alternandosi alla voce degli scienziati, Paolo D’Avanzo, Elisabetta Cavazzuti e Fulvio Ricci, la musica del trio jazz restituisce l’immagine dei tre modi di indagare l’Universo: quello della fisica fondamentale, con i rivelatori per onde gravitazionali, quello dell’astrofisica, con i rivelatori di segnali elettromagnetici da sorgenti cosmiche, e quello degli strumenti in orbita nello spazio.