Come furono costruite le colossali piramidi? Una scoperta epocale fa luce sulla tecnica egizia dibattuta da secoli

Come abbiano fatto gli antichi egizi a spostare e sollevare grandi blocchi di pietra è un "mistero" sul quale si dibatte da secoli

Grazie alla scoperta di una rampa, sono emersi nuovi indizi sulla tecnica con la quale furono costruite le piramidi. Come abbiano fatto gli antichi egizi a spostare e sollevare grandi blocchi di pietra è un “mistero” sul quale si dibatte da secoli. La nuova scoperta archeologica sembra fornire nuovi indizi su come fu costruita la Piramide di Cheope, la più grande e antica delle tre piramidi di Giza nei pressi del Cairo (Egitto), circa 4.500 anni fa. Un’equipe di archeologi dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale e dell’Università di Liverpool ha trovato le tracce di una rampa in una cava, utilizzata dagli egizi per ricavare il materiale che hanno impiegato per le loro costruzioni. La scoperta conferma dunque le teorie più diffuse sulle tecniche costruttive di quel popolo, ovvero che con molta probabilità utilizzavano grandi rampe per spostare i blocchi di pietra verso l’alto mentre realizzavano le piramidi.

La cava dove è avvenuta la scoperta è situata nel sito archeologico di Hetnub, a sud-est di Amarna e a circa 300 chilometri a sud di Giza. Indagando in tutta la zona per studiarne le iscrizioni, i ricercatori hanno notato la presenza di una rampa contornata da gradini e caratterizzata da tracce di fori, probabilmente necessari per conficcarvi pali di legno. Secondo quanto rilevato dai ricercatori, la rampa poteva essere utilizzata per trainare gli enormi blocchi di pietra permettendo così agli operai di spostarli con facilità, lavorandovi intorno e non solo nella direzione di spostamento.

Si è giunti inoltre ad un’evidenza diversa rispetto al passato: la rampa ha fatto comprendere che in alcuni casi gli architetti egizi preferivano piani con una maggiore inclinazione, che necessitavano di meno spazio e tempo per essere realizzati. Gli archeologi ritengono che la presenza di gradini e fori per i pali, su entrambi i lati della rampa, permettessero di far spostare i blocchi di pietra nel caso di pendenze maggiori. Restando sui gradini, alcuni operai utilizzavano corde e carrucole lungo i fianchi dei blocchi, mentre altri operai sulla rampa tiravano e spingevano.

La rampa è tornata alla luce a fine settembre e dunque non sono ancora stati divulgati tutti i particolari della scoperta, per i quali appassionati e amanti di archeologia e mondo egizio dovranno attendere le prime pubblicazioni sulle riviste scientifiche. La cava in questione, con le sue iscrizioni, non sono di recente scoperta: già Howard Carter, l’archeologo britannico che ha scoperto la tomba di Tutankhamon nel 1922, le aveva studiate e prese in esame. Secondo i ricercatori la rampa fu realizzata all’epoca di Cheope, il faraone ritenuto il committente della Grande Piramide di Giza, e costituisce per gli archeologi un importante indizio per capire quali fossero le tecniche costruttive impiegate dagli egizi e dibattute per secoli. La Grande Piramide di Giza, fatta di grandi blocchi di pietra calcarea, è alta 139 metri e ogni lato della sua base è misura intorno ai 230 metri.