Salute: la depressione può colpire almeno una volta nella vita 1 persona su 3

"Nuovi scenari per la cura della depressione si stanno facendo strada in psichiatria"

A cura di AdnKronos
depressione

La depressione colpisce “almeno una volta nella vita, da una persona su 5 a una su 3: in sostanza, il rischio di un individuo di sviluppare un episodio depressivo durante la propria esistenza è di circa il 15%. L’esordio può avvenire a qualunque età, ma è più frequente tra i 20 e i 30 anni, con un picco di incidenza nella decade successiva con gravi ripercussioni sul piano affettivo-familiare, su quello socio-relazionale e nell’ambito professionale“. E’ quanto hanno riferito gli esperti, interventi a Milano, in occasione della presentazione del nuovo libro dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere (Onda) a cura di Claudio Mencacci e Paola Scaccabarozzi, ‘Viaggio nella depressione. Esplorarne i confini per riconoscerla e affrontarla‘, realizzato grazie al contributo incondizionato di Lundbeck.
Un libro che fotografa tutti gli aspetti della malattia: sociali, epidemiologici, clinico-diagnostici, terapeutici ed economici, con l’obiettivo di farla conoscere meglio, prevenirla e affrontarla. “Sono una morta che vive e ogni giorno per me è una grande sofferenza. Prima stavo bene solo di notte perché almeno riuscivo a dormire. Adesso neanche più questo. Ma che vita è se sto male sia di giorno che di notte? Sono disperata…“, è come si descrive una donna che soffre di depressione, una delle tante testimonianze raccolte nel libro.
Secondo una recente indagine di Onda, “la depressione impatta negativamente in tutte le sfere della vita: sull’autostima (78%), sulla propria vita sociale e relazionale (70%) e sugli interessi personali (67%) coinvolgendo non solo il paziente, ma anche la sua famiglia. Tre italiani su 5 considerano la depressione una malattia seria e complessa, da diagnosticare e curare, i principali fattori scatenanti sono identificati in traumi psicologici (62%) e periodi di stress (60%) e un paziente su 5 ha pensieri suicidari. Il suicidio, infatti, costituisce la complicanza più temuta e il rischio di suicidio in coloro che soffrono di depressione è del 10-15%, mentre il rischio di tentato suicidio è di quarantuno volte superiore rispetto a quello della popolazione generale“.
La depressione è uno dei focus della nostra attività – ha commentato Francesca Merzagora, presidente Onda – perché è sottostimata, a forte prevalenza femminile, spesso correlata ad altre patologie, con un forte impatto sulla qualità della vita e sulla quale aleggia ancora uno stigma da superare. Proprio per sensibilizzare su questa patologia Claudio Mencacci e Paola Scaccabarozzi hanno scritto un volume divulgativo, pubblicato nella collana Self Help di Franco Angeli, su tutti gli aspetti e i riflessi della depressione portando anche delle testimonianze di chi l’ha vissuta, e in molti casi superata, con l’obiettivo di affrontare più serenamente quella che secondo l’Oms nel 2030 sarà la malattia cronica più diffusa“.
“La depressione condiziona pesantemente la vita di chi ne soffre – ha affermato Claudio Mencacci, direttore Dipartimento salute mentale e neuroscienze Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano – e può diventare una condizione debilitante anche per i suoi riflessi sulla sfera cognitiva riducendo il funzionamento della persona in ambito lavorativo, scolastico e sociale. Nuovi scenari per la cura della depressione si stanno facendo strada in psichiatria. Uno degli aspetti più rilevanti e innovativi ad esempio è la scoperta della relazione fra infiammazione e depressione: pazienti con infiammazione sistemica sono frequentemente depressi e pazienti depressi mostrano un aumento di indici dell’infiammazione. Questo volume i cui diritti d’autore cederò a Onda – ha ricordato – vuole restituire una rappresentazione della depressione nelle sue varie manifestazioni, nella speranza che le persone che ne soffrono possano affrontarla nella maniera più efficace“.