Astronomia, nel weekend il picco delle Leonidi: tutte le INFO UTILI sulle stelle cadenti di novembre

Questo sciame meteorico annuale, che raggiungerà il picco nella notte tra sabato 17 e domenica 18 novembre, è responsabile di alcune delle tempeste meteoriche più intense della storia

leonidi

Nel weekend, lo sciame meteorico delle Leonidi colpirà la Terra. Questo sciame meteorico annuale, che raggiungerà il picco nella notte tra sabato 17 e domenica 18 novembre, è responsabile di alcune delle tempeste meteoriche più intense della storia. A volte, infatti, le meteore cadono a tassi di 50.000 all’ora! Queste tempeste accadono, però, solo raramente. Inoltre quest’anno la loro vista sarà oscurata da una luna ben luminosa in cielo. Ecco tutte le informazioni da sapere.

Quando osservarle?

Il picco dello sciame meteorico avverrà la notte tra il 17 e il 18 novembre, in particolare da mezzanotte all’alba del nuovo giorno. Le meteore potranno essere osservate anche nei giorni prima e dopo il picco, ma la luna continuerà ad ostacolare le osservazioni. Secondo l’American Meteor Society, si potranno vedere circa 15 meteore all’ora quest’anno.

Dove osservarle?

Lo sciame meteorico delle Leonidi deve il suo nome alla costellazione del Leone, dove sembra che si originino le meteore. Ma se si guarda direttamente davanti alla costellazione, si potrebbero perdere le meteore con le code più lunghe, quindi meglio guardare in tutte le direzioni da essa per godersi tutto lo spettacolo. Anche se lo sciame dovrebbe essere più facile da osservare per l’emisfero settentrionale, anche quello meridionale dovrebbe essere in grado di farlo.

Cosa provoca queste meteore?

meteore orionidi 21 22 ottobreLo sciame meteorico delle Leonidi si verifica ogni anno nel mese di novembre, quando l’orbita della Terra attraversa l’orbita della cometa Tempel-Tuttle. La cometa compie il suo percorso intorno al sole ogni 33,3 anni, lasciando una scia di detriti di polvere. Quando la Terra attraversa questa coda di detriti, dunque, i frammenti della cometa cadranno verso la superficie del nostro pianeta. L’attrito nell’atmosfera terrestre farà scaldare i frammenti della cometa e li incendierà in sfere di fuoco, chiamate meteore. Questi frammenti solitamente hanno le dimensioni di un granello di sabbia o di un chicco di piselli, quindi tendono a bruciare interamente prima di colpire la superficie terrestre. Le meteore che sopravvivono all’intero viaggio fino al suolo prendono il nome di meteoriti. Lo sciame meteorico delle Leonidi, tuttavia, non darà origine ad alcun meteorite.

Come osservarle?

Le meteore sono visibili ad occhio nudo, quindi non è necessaria alcuna attrezzatura speciale. Vi basterà uscire fuori, trovare un cielo buio non disturbato dalle luci delle città, sdraiarvi sulla schiena e preparavi a trascorrere un po’ di tempo all’aperto.

Tempeste di meteore delle Leonidi nel passato

Come detto prima, le 10-15 meteore all’ora attese quest’anno non produrranno alcuna tempesta di meteore. Le Leonidi però sono note per averlo fatto in diverse occasioni in passato. A partire dal 1833, quando si dice che abbiano prodotto oltre 100.000 meteore all’ora! Le successive grandi tempeste di meteore si sono verificate circa 33 anni dopo, nel 1866 e nel 1867. La prossima tempesta era stata prevista per il 1899, ma non si è verificata. Si è dovuto attendere fino al 1966 per vedere la prossima spettacolare tempesta delle Leonidi, questa volta sopra l’America. In quell’anno, gli osservatori degli Stati Uniti sudoccidentali riportarono di aver visto 40-50 meteore al secondo, ossia 2.400-3.000 meteore al minuto nel giro di 15 minuti nella mattina del 17 novembre. Nel 2001 si è verificata un’altra grande tempesta delle Leonidi. Migliaia di meteore all’ora sono piovute su Nord America e Hawaii la mattina del 18 novembre. Poi la mattina (ora locale) del giorno seguente, altre migliaia di meteore sono cadute sui Paesi dell’est asiatico e sull’Australia.

La forza delle Leonidi

A differenza di molti meteoroidi che la Terra incontra, il fatto che le Leonidi orbitino intorno al sole in direzione opposta rispetto alla Terra fa sì che colpiscano l’atmosfera terrestre ad una velocità maggiore, di oltre 72km/s. La meteora più tenue che diventa visibile dalla Terra solitamente è larga circa 0,6mm. L’energia che produce potrebbe illuminare una lampadina da 100watt per circa 2,5 secondi. Le “sfere di fuoco”, per le quali le Leonidi sono note, sono generate da qualcosa dalle dimensioni di una biglia, circa 9mm di diametro. L’energia che creano supera 1 milione di joule.

Le Leonidi colpiscono anche la luna

Dal momento che la luna si muove nella stessa regione spaziale della Terra, riceve anch’essa piccole particelle della cometa nel mese di novembre. Ma c’è una differenza: la luna non ha atmosfera per “divorare” i frammenti, che si vanno quindi a schiantare sulla sua superficie, esplodendo. I registratori sismici lasciati sulla luna nell’era di Apollo hanno registrato questi eventi negli anni ’70 e gli scienziati li hanno confermati per la prima volta con osservazioni durante lo sciame meteorico del 1999. Nel 2001, 3 diversi osservatori hanno dichiarato di aver visto una di queste “Leonidi lunari” attraverso l’utilizzo di telescopi. Hanno visto un breve flash di luce simile in luminosità ad una stella fioca.

Ma come può una particella non più grande di una biglia e dal peso molto contenuto creare una luce visibile a 384.402km di distanza? Gli scienziati negli ultimi anni sono giunti ad una conclusione: le Leonidi viaggiano così velocemente rispetto alla Terra e alla Luna che l’effetto per unità di massa è 10.000 volte maggiore della dinamite. La polvere lunare viene vaporizzata fino a diversi metri dal luogo dell’impatto.

Un tempo annunciavano la fine del mondo

Le Leonidi solitamente producono una stella cadente a distanza di pochi minuti durante il loro picco. Ma cosa avranno pensato le persone nel 1833 quando si sono viste migliaia di meteore cadere giù senza neanche sapere cosa stesse succedendo? Lo spettacolo fu talmente luminoso da svegliare le persone e, come potrete immaginare, il primo pensiero fu l’idea che preannunciassero la fine del mondo.

Cometa Tempel-Tuttle

Quando una cometa impiega 33 anni per compiere il suo viaggio intorno al sole, tende a “sparire” per un po’. La cometa Tempel-Tuttle, responsabile delle Leonidi, è stata scoperta da William Tempel alla fine del 1865 e indipendentemente da Horace Tuttle all’inizio del 1866. Gli astronomi hanno poi realizzato che era stata osservata anche nel 1366 e nel 1699. Ne è stata poi calcolata l’orbita e la cometa è stata collegata allo sciame delle Leonidi. Nessuno ha più visto la cometa fino al 1965 e poi di nuovo nel 1997. La cometa farà il suo prossimo ritorno nel sistema solare interno nel 2031.

Le Leonidi sono “capsule del tempo”

Quando cercherete delle Leonidi nel cielo, fermatevi a pensare a cosa state cercando: minuscoli detriti di materiale primordiale generate nel cataclisma che è stato la nascita del sistema solare. Le Leonidi sono frammenti di detriti di una cometa e gli scienziati ritengono che le comete si siano formate circa 4,6 miliardi di anni fa, quando il sole si è condensato da una nube di idrogeno, elio e polvere. Tempel-Tuttle si è formata da alcuni resti, girando da allora intorno al sole. Ad ogni passaggio è “danneggiata” dalla radiazione solare. Quindi quei fasci di luce che è possibile osservare quando le sue particelle entrano nell’atmosfera terrestre rappresentano la miglior visione che si possa mai avere dell’”inferno” che ha regolato il sistema solare nei suoi primi giorni.