A Reggio Emilia il seminario conclusivo del progetto LILT 5X1000: “Cambiare stili...

A Reggio Emilia il seminario conclusivo del progetto LILT 5X1000: “Cambiare stili di vita non salutari per la prevenzione della malattia neoplastica”

Tante voci per un progetto articolato e interistituzionale che ha visto al centro l’elaborazione di buone procedure per facilitare il cambiamento di stili di vita non salutari

Si tiene oggi, presso Luoghi di Prevenzione al Campus San Lazzaro di Reggio Emilia, il seminario conclusivo del progetto LILT 5×1000 “Cambiare stili di vita non salutari per la prevenzione della malattia neoplastica”, evento realizzato da Ausl Reggio Emilia, LILT Nazionale, con la partecipazione di Ausl Bologna, Università di Modena e Reggio, Società Italiana Nutrizione Umana e delle Sezioni Provinciali LILT di Reggio Emilia, Bologna, Oristano e Piacenza, in qualità di partner.

Tante voci per un progetto articolato e interistituzionale che ha visto al centro l’elaborazione di buone procedure per facilitare il cambiamento di stili di vita non salutari in tre setting fondamentali della vita sociale: i luoghi di lavoro, dove creare occasioni di formazione, educazione e scambio, i servizi sanitari, per una maggiore sicurezza e una migliore qualità di vita dei pazienti, e naturalmente le comunità scolastiche.

Il ruolo di LILT, che con la sua attività di promozione della salute e della prevenzione oncologica copre tutto il territorio nazionale grazie alla capillare presenza delle sezioni provinciali, risulta strategico, ancor più in virtù dei diversi protocolli d’intesa stretti con il SSN, diversi istituti scientifici così come con stakeholder di rilievo quali il CONI e l’ANCI- Associazione Comuni Italiani.
Inoltre, l’alleanza con il MIUR, che LILT continua a rinnovare con profitto nel tempo, si rivela sostanziale nella prospettiva degli interventi in ambito scolastico che interessano il progetto discusso oggi a Reggio Emilia: se infatti, da un lato, è vero che emerge la necessità di un contesto sociale e culturale che supporti l’implementazione dei buoni processi, l’aula scolastica rimane un luogo fondamentale dove imparare la salute, che più facilmente si radica e si trasla a casa, nelle famiglie.

A questo proposito, il Prof. Francesco Schittulli, Presidente LILT Nazionale, ha commentato: “A seguito del protocollo d’intesa con il Miur, grazie al quale LILT entra nelle scuole, l’incontro di oggi rappresenta una tappa strategicamente significativa: è necessario investire in salute attraverso la collaborazione intelligente, attiva e diretta, dei nostri ragazzi, perché vengano sensibilizzati ai corretti stili di vita e a controlli sanitari periodici”.

Sandra Bosi, referente scientifico del progetto, ha quindi aggiunto: “Questo progetto, co-finanziato con i fondi della Ricerca Sanitaria bando 5×100, ci ha consentito di mettere alla prova alcuni aspetti fondamentali per legare la promozione della salute a tre contesti di cura: quello sanitario, quello educativo e quello lavorativo. Ebbene, essi sono stati protagonisti di iniziative che hanno favorito il cambiamento dei comportamenti a rischio nelle persone seguite. Si è arrivati quindi alla conclusione che è fondamentale prestare grande attenzione al contesto e inserire queste azioni in situazioni ordinarie. Ciò ci ha portato ad individuare tre prospettive nelle quali può evolvere il progetto: una è l’inserimento delle iniziative educative nel progetto “Guadagnare in salute con la LILT”, realizzato in piena collaborazione con il MIUR, poi c’è il setting sanitario, che vede una possibile interazione con la rete internazionale HPH, e infine abbiamo fatto una riflessione sui luoghi di lavoro, a partire dal dato in crescita relativo ai tumori cutanei, che si intensificano con il procedere dell’età e che potrebbero essere motivo per attivare una campagna di sensibilizzazione e un programma di diagnosi precoce condotta in collaborazione fra SSN, LILT e università, come abbiamo già fatto con il prof. Fabrizio Maria Gobba dell’Università di Modena e Reggio” .

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