Agricoltura: Emilia Romagna in prima linea in Ue per i progetti contro i cambiamenti climatici

Dal risparmio di acqua per l'irrigazione dei campi all'ottimizzazione dell'utilizzo dei fertilizzanti, passando per la messa a punto di nuovi metodi per la conservazione

Dal risparmio di acqua per l’irrigazione dei campi all’ottimizzazione dell’utilizzo dei fertilizzanti, passando per la messa a punto di nuovi metodi per la conservazione e il miglioramento della fertilità dei terreni e la riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera causate dagli allevamenti. La Regione Emilia-Romagna è in prima linea in ambito nazionale ed europeo nelle politiche per la prevenzione e il contrasto degli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Lo documenta uno studio dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna che ha analizzato il contributo in termini di pratiche agricole innovative per l’adattamento e la mitigazione dell’impatto negativo degli eventi atmosferici estremi (siccità, ondate di calore, alluvioni, ecc.) fornito dai Gruppi operativi, partnership tra imprese agricole ed enti di ricerca che fanno parte della rete del Partenariato europeo per l’innovazione.

Cambiamenti climaticiL’indagine, presentata in occasione di un incontro a Bruxelles tra una delegazione guidata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, e un gruppo di tecnici e funzionari della competente Direzione generale della Commissione europea, ha preso in esame i progetti – 66 su un totale di 93 – sviluppati dai Gruppi operativi sorti in Emilia-Romagna che hanno come scopo la ricerca e la sperimentazione di metodi e tecniche innovative per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici in agricoltura, tutt’uno con la sostenibilità delle produzioni.

“L’innovazione – ha sottolineato l’assessore Caselli – è la chiave di volta per affrontare i drammatici effetti del cambiamento climatico che minaccia le nostre produzioni di qualità e per vincere le altre sfide del futuro. Non a caso abbiamo stanziato 50 milioni di euro per l’intera durata del nostro Psr, Programma di sviluppo rurale 2014-2020, a favore di progetti di ricerca e innovazione, l’importo più alto tra le regioni italiane ed europee. Nei giorni in cui si svolge in Polonia la Cop24, la conferenza mondiale sul clima, siamo venuti a Bruxelles per presentare le pratiche agricole innovative per contrastare il cambiamento climatico sviluppate dai Gruppi operativi che abbiamo finanziato con il Psr”.

“Stanno arrivando al traguardo – ha aggiunto Caselli – i progetti finanziati con i primi bandi: l’obiettivo ora è mettere in valore e diffondere i risultati a livello regionale, nazionale ed europeo. Proprio per questo abbiamo colto l’occasione per invitare il responsabile della Commissione europea per il Partenariato europeo per l’innovazione, Alberto D’Avino, a una conferenza che intendiamo organizzare a Bologna a inizio 2019 per presentare i risultati dei nostri progetti”.