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Astrofisica: ricreate in laboratorio gocce di materia simile a quella che ha riempito l’universo primordiale dopo il Big Bang

"I risultati ci portano più vicini a rispondere alla domanda su quale sia la quantità più piccola di materia del giovane universo che possa esistere"

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Un distillato di universo, come doveva apparire subito dopo il Big Bang. È il colossale salto indietro nel tempo realizzato nei laboratori dell’Università del Colorado, dove per la prima volta i ricercatori sono riusciti a riprodurre qualche goccia di bollente materia allo stato liquido simile a quella che doveva trovarsi nel cosmo primordiale.

Si tratta – spiega Global Science – del cosiddetto plasma di gluoni, sostanza che secondo gli scienziati ha permeato lo spazio nei microsecondi successivi al Big Bang, quando l’universo era ancora troppo caldo perché le particelle potessero unirsi formando i primi atomi.

Il nuovo studio, pubblicato su Nature Physics, è il risultato di un esperimento internazionale chiamato Phenix, che ha utilizzato un acceleratore di particelle per riprodurre questo plasma primordiale. Durante una serie di test, i ricercatori hanno fatto collidere gruppi di protoni e neutroni in combinazioni differenti, fino a formare nuclei atomici più grandi condensati nelle ineffabili gocce di plasma di gluoni. Questa materia “gemella” della sostanza primordiale che ha dato origine al nostro universo si è poi aggregata in tre forme differenti a livello atomico: cerchiellissi e triangoli. Queste strutture geometriche possono essere considerate una sorta di “scheletro” in miniatura del cosmo dopo il Big Bang.

I nostri risultati sperimentali – commenta Jamie Nagle, leader dello studio – ci portano più vicini a rispondere alla domanda su quale sia la quantità più piccola di materia del giovane universo che possa esistere.”

Il risultato di Nagle e colleghi è frutto di un lavoro durato quasi vent’anni e che ha coinvolto gruppi di ricerca internazionali provenienti da 65 istituzioni differenti. Questo risultato permette oggi di gettare una nuova luce sul processo che ha dato il la alla formazione dei primi atomi, in modo da comprendere meglio l’evoluzione dell’universo come lo conosciamo.

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