Biotestamento, Welby e Englaro: il Ministero della Salute sta violando la legge

Biotestamento, Welby e Englaro: il Ministero della Salute sta violando la legge

L'Associazione Luca Coscioni ha scritto una lettera al ministro della SaluteGiulia Grillo "per sollecitare risposte in tema di biotestamento"

L’Associazione Luca Coscioni ha scritto una lettera al ministro della SaluteGiulia Grillo “per sollecitare risposte in tema di biotestamento” evidenziando come il dicastero di Lungotevere Ripa “sta violando la legge, perché l’emissione dei decreti per l’istituzione di una banca dati delle Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) era attesa cinque mesi fa”.

A firmare la lettera: Mina Welby, Carlo Troilo, Beppino Englaro, Gina Brunori, Monica Coscioni, Andrea Curiazi, Francesco Lizzani, 7uuChiara Rapaccini, Maddalena Soro.

“Le scriviamo – sottolineano i componenti dell’associazione nella missiva – per chiederle di porre fine alla violazione dei termini per l’attuazione della legge sul Biotestamento, una legge ottenuta grazie a persone che hanno pagato un prezzo personale di sofferenza e che non vogliamo sia oggi in parte vanificata. Ci riferiamo in particolare ai decreti che il ministero della Salute era tenuto ad emettere 5 mesi fa per l’istituzione della Banca dati destinata alla registrazione delle Dat. L’utilità di una banca dati è evidente, perché consentirebbe una raccolta e conservazione affidabile delle Dat su tutto il territorio nazionale, superando resistenze e boicottaggi da parte di Comuni, Regioni e strutture sanitarie“.

La Legge di bilancio pluriennale 2018-2020 ha finanziato con 2 milioni di euro l’istituzione della banca dati e, all’articolo 1 comma 419, ha previsto che centro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge – ricorda l’associazione – il ministero della Salute deve (avrebbe dovuto) emanare un decreto per stabilire ‘le modalità di registrazione delle Dat presso la banca dati’. La data entro la quale emanare il decreto avrebbe dunque dovuto essere il 30 giugno 2018″.

“Sappiamo che, per la realizzazione della Banca dati, il ministero ha istituito con decreto direttoriale del 22 marzo 2018 un Gruppo di lavoro comprendente rappresentanti del ministero, delle Regioni e dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali – conclude la lettera – Sappiamo anche che il Consiglio di Stato, da Lei opportunamente sollecitato il 22 giugno 2018, si è espresso in modo chiaro il 31 luglio 2018 sui quesiti posti dal ministero della Salute. Ma, di tutta evidenza, tali passaggi e il suo intervento non sono stati finora sufficienti ad assicurare il rispetto della legge”. 

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