Matteo Dall’Osso, il deputato malato di sclerosi multipla lascia il M5S e...

Matteo Dall’Osso, il deputato malato di sclerosi multipla lascia il M5S e passa a Forza Italia: “usato e umiliato dai grillini, vado dove la diversità è un valore”

"Prima mi hanno usato, poi mi hanno preso in giro: non posso più restare con i Cinque Stelle": l'umiliazione di Matteo Dall'Osso e l'ennesima fuga dal Movimento

E’ ancora bufera sul Movimento 5 Stelle e sulla considerazione che il partito nato dall’intuizione di Beppe Grillo ha con i disabili. E’ notizia di oggi, infatti, che Matteo Dall’Osso abbia deciso di lasciare il Movimento per andare a rinfoltire le fila di Forza Italia, dopo la bocciatura del suo emendamento che aveva lo scopo di potenziare il fondo per la disabilità, che in realtà a quanto pare è solo la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Prima mi hanno usato, poi mi hanno preso in giro: non posso più restare con i Cinquestelle. Lascio il gruppo M5S e aderisco a Forza Italia” ha annunciato il deputato, malato di sclerosi multipla, in un’intervista al Giornale in cui spiega: Mi sono sentito solo, in parte tradito, umiliato. E mi sono sentito disabile. Mi hanno trattato male“. In commissione Bilancio il deputato ha chiesto al proprio gruppo di firmare il suo emendamento che andava a potenziare il fondo per i disabili, “ma dai banchi del governo è stata data indicazione negativa, così ho deciso di proseguire grazie alla sottoscrizione di tutte le opposizioni“, racconta amareggiato e visibilmente umiliato Dall’Osso.

A seguito del mio intervento e di un accorato appello, l’emendamento è stato accantonato con parere favorevole. Ma nella seduta di martedì 4 – ha proseguito il parlamentare – quell’emendamento è stato bocciato. L’ho appreso dal verbale della seduta“. Le motivazioni dichiarate della bocciatura sarebbero da ricercare nella “mancanza di coperture economiche. Ma parliamo di 10 milioni di euro per tre anni, considerato che Roma da sola soffre una mancanza di 2 milioni solo per quest’anno a causa di permessi per falsi invalidi“, spiega Dall’Osso che precisa: “Penso che Forza Italia, per i valori di libertà e solidarietà che promuove – ricordo il lavoro a tutela delle donne svolto da Mara Carfagna – e l’attenzione verso le categorie più deboli quali i bambini orfani, possa garantire l’attenzione verso i disabili“.

Gli amici mi hanno sostenuto ma gli onorevoli hanno pensato solo alla politica e non al bene comune” e nel Movimento “tutte le persone sensibili rispetto alla disabilità sono in difficoltà ma anche intimorite“. Rincara così la dose Matteo Dall’Osso che si trova già alla seconda legislatura con M5S, che in merito alla scelta di Forza Italia, spiega ancora: “Per questo gruppo la diversità è un valore aggiunto e una risorsa“.

Così, invece, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia che ha espresso ai microfoni di Radio Cusano Campus il proprio parere in merito al passaggio di Dall’Osso: “Leggo sempre che quelli di Forza Italia scappano e vanno nella Lega o in altri partiti. In realtà noi non abbiamo perso nessun deputato da inizio legislatura, anzi ne abbiamo guadagnato uno. Un deputato 5 Stelle è passato a Forza Italia perché ha detto che il M5S umilia i disabili. Lui tra tanti partiti ha scelto proprio Forza Italia, significherà qualcosa… Poi c’è stata anche la bocciatura del fondo per gli orfani delle vittime di femminicidio che come ha detto Carfagna è stata una bastardata. Complimenti al governo degli ultimi che dice di occuparsi degli ultimi, ed ecco come se ne occupa“.

Una vicenda che, visti anche i recenti episodi che l’ufficio stampa del Movimento si è apprestato a smentire, anzi a ‘smontare’, avrà sicuramente ricadute negative sul partito pentastellato e sulla sua popolarità. In particolare, il riferimento di Beppe Grillo all’autismo (per saperne di più leggi questo articolo: Beppe Grillo sull’autismo), e il video di qualche anno fa in cui si vede e si sente Rocco Casalino, portavoce e capoufficio stampa dei pentastellati, pronunciare frasi di disgusto e di sdegno nei confronti di alcune categorie sociali tra le più deboli, come le persone con sindrome di Down, hanno creato scalpore e posto l’attenzione dell’opinione pubblica su una questione cruciale in Italia: lo sviluppo di politiche mirate per i diversamente abili, per favorirne la crescita personale e una maggiore integrazione nella società.

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