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Sciame meteorico delle Geminidi 2018, ecco perché le stelle cadenti di Dicembre sono le più belle: il picco nella notte

Tra meno di 24 ore, il cielo potrebbe essere solcato da 120 meteore all’ora: ecco tutto quello che c'è da sapere per arrivare pronti a questo bellissimo spettacolo celeste

Siamo sempre più vicini al picco delle Geminidi, le stelle cadenti di dicembre a cui Google ha dedicato un bellissimo Doodle. Tra meno di 24 ore, il cielo potrebbe essere solcato da 120 meteore all’ora! Ecco allora tutto quello che c’è da sapere per non perdersi lo spettacolo mozzafiato della notte di Santa Lucia.

Ecco come e dove vederle

A differenza di molti altri sciami meteorici, le Geminidi possono essere osservate già nelle ore serali e poi per tutta la notte. La visibilità dello sciame meteorico e il numero di meteore sono strettamente legati alla posizione della costellazione dei Gemelli (Gemini in latino) nel cielo. Tutte le Geminidi sembreranno provenire da un punto nel cielo nella costellazione dei Gemelli, chiamato radiante. Più alto sarà il radiante nel cielo, più meteore appariranno. Nelle prime ore serali il radiante è basso nel cielo orientale, diventando più alto nel corso della sera. È al punto più alto intorno alla mezzanotte e nelle prime ore del mattino, quando l’attività delle Geminidi sarà maggiore. L’attività poi diminuirà verso l’alba mentre il radiante si abbassa nel cielo occidentale, ma ci saranno molte meteore nel cielo poco prima dell’alba.

Il 2018 dovrebbe essere l’anno migliore per osservare queste meteore. Quest’anno, infatti, la luna non disturberà le osservazioni in quanto il primo quarto di luna tramonta alle 23 circa, lasciando buia oltre metà della notte. Lo scorso anno, invece, la Super-Luna ha reso più difficile l’osservazione delle meteore, riducendo di gran lunga l’effetto di questo bellissimo spettacolo celeste.

A disturbare i piani però potrebbe intervenire il meteo. Sull’Europa è prevista una tempesta che porterà nuvole su gran parte del continente, che potrebbero impedirci di vedere le meteore sfrecciare nel cielo. Se il cielo sarà offuscato dalle nuvole al momento del picco, ci saranno ancora abbastanza meteore nel cielo nelle altre notti di questa settimana. Nel corso del weekend, le osservazioni migliori saranno possibili dalla Spagna all’Italia e alle Alpi, mentre sul resto del continente persisteranno condizioni di scarsa visibilità.

Per osservare le Geminidi non servono telescopi o binocoli, ma solo i vostri occhi. Trovate un luogo lontano dalle luci della città e vestitevi adeguatamente per proteggervi dal freddo di dicembre. Portate anche uno snack per combattere la fame e non esagerate con le bevande calde perché possono aumentare la perdita di calore. Ma soprattutto è indispensabile una buona compagnia per aumentare il divertimento.

Consigli per fotografarle

Per fotografare le meteore si consiglia di attendere oltre le prime ore della notte, perché sarà intorno alle 2 del mattino che si avrà il culmine. Lo sciame ha un’attività massima per parecchie ore, con due aumenti di frequenza, il primo più consistente con meteore di debole luminosità e il secondo, meno cospicuo, con meteore più brillanti.

Primi avvistamenti

La prima volta che sono state osservate le Geminidi era negli anni del 1830. Non esistono avvistamenti dello sciame prima di allora. È altamente improbabile che le Geminidi non venissero notate: altri sciami meteorici, come Liridi, Perseidi e Leonidi, erano osservati da secoli. Dalle prime osservazioni meno di due secoli fa, lo sciame meteorico delle Geminidi ha continuato ad aumentare la sua intensità e ora è lo sciame meteorico più intenso dell’anno, con un margine abbastanza importante sugli altri. Lo sciame, paragonabile per quantità e brillantezza a quello delle stelle cadenti di agosto (le Perseidi) si sta evolvendo in modo molto rapido: probabilmente fra un centinaio di anni si estinguerà.

Le peculiarità delle Geminidi

Le Geminidi sono uno degli sciami meteorico più strani. Mentre la grande maggioranza degli sciami meteorici si origina dalle comete, le Geminidi si originano da un asteroide, chiamato Phaethon. Questo asteroide, il cui nome deriva dal figlio dell’antico dio greco Apollo, è una roccia spaziale relativamente piccola: ha un diametro di soli 5,8km circa. Gira intorno al sole in un’orbita ellittica molto allungata che lo porta nelle parti interne della fascia degli asteroidi alla sua massima distanza dal sole e fino all’interno dell’orbita di Mercurio, quando è più vicino al sole. È anche definito un asteroide potenzialmente pericoloso, dal momento che può avvicinarsi fino a 2,9 milioni di chilometri dalla Terra. Attualmente non crea la minaccia di un impatto sul nostro pianeta.

GeminidiI meteoroidi – le particelle di polvere che producono le meteore – della maggior parte degli sciami meteorici provengono dalle comete. Sono rilasciati per emissione dal nucleo della cometa mentre essa ruota attorno al sole e si riscalda. Un asteroide non contiene ghiaccio volatile che possa produrre queste emissioni mentre ruota intorno al sole. Quindi il meccanismo attraverso il quale vengono rilasciati i meteoroidi delle Geminidi dall’asteroide Phaethon rimane ancora un mistero. Le osservazioni hanno dimostrato che occasionalmente la roccia spaziale si illumina e sviluppa leggere caratteristiche cometarie quando è vicino al sole, quindi alcuni ricercatori lo definiscono una “cometa roccia”, proponendo che pezzi e frammenti si stiano staccando dall’asteroide. La sua superficie, infatti, si scalda fino a 700°C mentre ruota intorno al sole, producendo una sollecitazione termica sulla roccia sulla superficie dell’asteroide e la scomposizione dei minerali argillosi. Questo materiale viene poi spazzato via dalla superficie dell’asteroide grazie alla pressione di radiazione del sole. Altri ricercatori sostengono che la quantità di meteoroidi delle Geminidi sia così grande che potrebbe provenire solo dalla disaggregazione di un asteroide “parente” più grande, con la parte restante maggiore rappresentata da Phaethon.

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