COP24, la Polonia ospita la conferenza mondiale sul clima ma promuove il carbone: la preoccupante realtà sui cambiamenti climatici

Anche se la Polonia è felice di ospitare la COP24 dell’ONU, il suo messaggio non è poi così velato: tra festeggiamenti, azioni provocatorie e partner un po' ingombranti, il suo Presidente promuove fermamente l'uso del carbone

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Mentre migliaia di esperti di tutto il mondo arrivavano alla COP24, la conferenza sul clima organizzata dall’ONU in Polonia, nella speranza di trovare un modo per fermare i danni causati dai combustibili fossili, il Paese ospitante li ha accolti con una banda musicale. Ma non una qualsiasi. La Polish Coal Miners Band, vestita con uniformi nere e cappelli tradizionali, ha iniziato a suonare mentre i delegati apparentemente confusi arrivavano al centro congressi di Katowice, città nel cuore della Polonia meridionale, Paese fortemente legato all’estrazione del carbone.

Il carbone è orgogliosamente messo in mostra nei padiglioni del centro. È anche in vendita, modellato in pezzi di gioielleria. Un’azienda di cosmetici basata sul carbone ha persino pubblicizzato prodotti che curerebbero “sia l’anima che il corpo”. Il messaggio del Paese ospitante non è poi così velato. Il carbone, conosciuto come “oro nero” in Polonia, è il re. E anche se la Polonia è felice di ospitare la COP24 dell’ONU, questo non cambierà. “Oggi non esiste un piano per abbandonare completamente il carbone. Gli esperti indicano che i nostri approvvigionamenti dureranno per altri 200 anni e sarebbe difficile non usarli”, ha dichiarato il Presidente Andrzej Duda a margine della conferenza.

cambiamenti climatici eventi meteo estremiÈ stato, senza dubbio, un inizio infausto per una conferenza che ha già affrontato dure sfide nel cercare di proporre accordi validi sulla questione del riscaldamento globale. Nonostante l’aumento delle evidenze sul fatto che i danni creati dall’aumento delle temperature sono già percepiti e peggioreranno se non si intraprenderanno azioni urgenti, i segni di quest’azione sono scarsi. “Anche se stiamo vedendo gli effetti devastanti del clima creare caos in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza, non ci stiamo muovendo abbastanza velocemente per prevenire uno sconvolgimento climatico catastrofico e irreversibile”, ha dichiarato António Guterres, segretario generale dell’ONU.

E la scelta del governo polacco di utilizzare il forum per mostrare la sua devozione al carbone ha rappresentato una nota stonata per l’inizio della conferenza, parte della sfida molto più ampia che Guterres e altri stanno affrontando, esortando i Paesi a puntare alle zero emissioni di carbonio entro il 2050. Per raggiungere un obiettivo simile, la combustione del carbone deve essere completamente eliminata. Ma l’ottimismo che esisteva nel 2015, dopo l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, ora è ampiamente scomparso. Il Presidente Donald Trump ha ritirato gli USA dall’Accordo. La Russia deve ancora ratificarlo. E molti altri Paesi che rimangono impegnati non sono assolutamente vicini a raggiungere gli obiettivi per la riduzione dei gas serra.

anidride carbonica cambiamenti climaticiL’obiettivo del meeting dell’ONU in Polonia è stabilire le regole per attuare l’Accordo di Parigi e limitare l’aumento delle temperature globali tra 1,5 e 2°C. Nonostante la dipendenza dal carbone della Polonia fosse ben conosciuta, l’uso che il governo polacco sta facendo del forum mondiale per promuovere il suo programma energetico è impressionante. A pochi giorni dalla conferenza, la Polonia, il più grande Paese europeo consumatore di carbone, che ospita 33 delle 50 città più inquinate dell’UE, ha annunciato che intende investire in una nuova capacità di produzione di carbone il prossimo anno. In un’altra mossa provocatoria, la Polonia ha deciso di collaborare con le più grandi aziende di carbone del Paese per organizzare la COP24. Prima che la Commissione Europea svelasse la sua strategia di un’economia a zero emissioni di carbonio in Europa entro il 2050, la Polonia e altre nazioni hanno sostenuto che se i Paesi più inquinanti, come gli USA, non intendono raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni, i Paesi più piccoli non dovrebbero accettare obiettivi più difficili.

minatori carboneLa Polonia, che ha la più alta produzione interna di carbone, lo usa per quasi l’80% della sua produzione energetica. Il governo ha annunciato piani per ridurre questa soglia al 60% entro il 2030, in parte attraverso investimenti nelle moderne tecnologie green. Il Presidente Duda ha ricordato alla conferenza che la Polonia è riuscita a ridurre le sue emissioni di gas serra di quasi ⅓ rispetto all’anno di riferimento del 1988 e ha parlato del rendere lo sviluppo sostenibile una priorità. In un Paese in cui fino al 2015 circa 100.000 persone lavoravano ancora nell’industria carbonifera, ha dichiarato il Presidente, la pianificazione della transizione ad un’economia a zero carbone deve includere il mantenimento del lavoro e dello sviluppo economico.

Patryk Bialas, direttore del Center for Innovation and Expertise all’Euro-Center Science and Technology Park di Katowice, si è preparato per la COP24 nella sede centrale della sua azienda, un edificio ultra innovativo dotato di tecnologie alimentate da fonti di energia rinnovabile che lo rendono molto più efficiente degli edifici tradizionali. “È completamente stupido che nel 2030 dipenderemo dal carbone ancora al 60%. Sicuramente il settore minerario è un’enorme fonte di introiti nell’area e sarà molto difficile cambiare. Ma dobbiamo iniziare il prima possibile. Il carbone è una parte molto forte della nostra identità, ma è anche parte del nostro passato. Il nostro futuro è nelle rinnovabili”.

cambiamenti climatici climate changePer il Presidente Duda, invece, il focus è il presente e ha utilizzato il secondo giorno della conferenza per rafforzare il suo messaggio a favore del carbone. Saltando il meeting, ha visitato una miniera a Brzeszcze, nel sud della Polonia, e ha partecipato alle celebrazioni della “Barborka”, il giorno di Santa Barbara, santa protettrice dei minatori. “Non discuterò con gli scienziati su come l’attività umana influisca sull’ambiente naturale, clima incluso. Non preoccupatevi. Finché sarò Presidente, non permetterò a nessuno di uccidere l’industria mineraria polacca. Siete un’industria strategica che è la base della nostra economia”, ha dichiarato Duda.

Ecco, dopo queste dichiarazioni, il comportamento dimostrato finora e i piani polacchi per il futuro, tutti dovremmo sentirci più che preoccupati. Quello dei cambiamenti climatici è un problema reale che non si risolverà da solo e ignorarlo per ragioni politiche o economiche non farà altro che aggravare una situazione già complicata. Se anche uno dei Paesi più inquinanti d’Europa si schiera su queste posizioni per bocca del suo Presidente, il rischio che molte altre nazioni decidano di fare lo stesso è alto e allora sì che ci sarebbe da preoccuparsi davvero.