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Roma, l’allarme degli esperti: “Più rischi di asma e infarto dopo l’incendio del Tmb Salario”

Più rischi di attacchi d'asma ma anche di infarti e ictus, nella capitale, per le persone più fragili, con problemi respiratori e cardiovascolari

Ufficio Stampa Vigili del Fuoco/LaPresse

Più rischi di attacchi d’asma ma anche di infarti e ictus, nella capitale, per le persone più fragili, con problemi respiratori e cardiovascolari. Colpa dell’aumento dei livelli di diossina e di polveri legato all’incendio del Tmb Salario a Roma. Ad esprimere la preoccupazione dei medici per i propri pazienti è Laura Reali, pediatra di famiglia di Roma dell’Associazione culturale pediatri (Acp) e dell’Isde medici per l’ambiente.

“Con l’incendio – ribadisce Reali all’Adnkronos Salute – sono aumentate le concentrazioni nell’aria di inquinanti, in particolare diossina e polveri sottili. I rischi di esposizione, in fase acuta, sono generalmente irritativi sull’apparato respiratorio ma anche di aggravamento e riacutizzazione di asma, broncopatie croniche ostruttive e di problemi cardiovascolari”.

C’è poi da considerare “la ricaduta delle polveri sottili e degli inquinanti sulle coltivazione e sui terreni, con tutte le conseguenze dovute alla presenza di queste sostanze nella catena alimentare”.

Sostanze tossiche che potrebbero essere anche di più. “Non conosciamo – precisa Reali – tutte gli altri inquinanti che sono stati rilasciati dalla combustione, anche perché non sappiamo tutto ciò che veniva trattato nel Tmb”, spiega Reali che aggiunge: “Al di là di ogni altra considerazione il problema di fondo resta. Impianti di questo genere non dovrebbero stare a poca distanza dall’abitato. Addirittura vicino ad un asilo.

Come medici impegnati per l’ambiente abbiamo, negli anni, raccolto le segnalazioni dei cittadini e la indicato la necessità di chiudere questo impianto. Il principio di precauzione suggerisce che sarebbe bene non esporre popolazione e bambini, donne in gravidanza, anziani ne in fase acuta, come in questo momento, ne tantomeno sul lungo periodo”.

“La diossina è un problema molto serio quando c’è un’esposizione cronica, come è accaduto nella Terra dei fuochi. A Roma si è trattato di un’esposizione acuta”, precisa all’Adnkronos Salute Renato Cutrera, responsabile del reparto di Broncopneumologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Certo, anche un’esposizione acuta può dare problemi, in particolare di tipo cutaneo, come accadde a Seveso. Ma lì i valori furono altissimi. A preoccupare a Roma sono i livelli di polveri sottili – ribadisce l’esperto – quasi raddoppiati secondo i dati della centralina di Villa Ada. Il rischio è che si verifichino problemi respiratori in bambini o anziani – conferma Cutrera – dall’asma alla Bpco”.

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