Salute: sempre più obesità tra i ragazzi in Umbria

Salute: sempre più obesità tra i ragazzi in Umbria

L'Umbria è tra le regioni con il maggiore incremento del tasso di obesità infantile e adolescenziale

L’Umbria è tra le regioni con il maggiore incremento del tasso di obesità infantile e adolescenziale. Con circa 200 persone, soprattutto donne, accolte ogni anno al centro per la cura del Disturbo da alimentazione incontrollata dell’Usl 1, a Città della Pieve. Dato emerso dalla conferenza per celebrare i primi dieci anni della struttura.

Per la direttrice della rete Dca, Laura Dalla Ragione, il problema dell’obesità “è fortemente diffuso anche tra gli uomini”. “Molta attenzione – ha aggiunto – è stata data al trattamento degli adolescenti. Ogni anno una quarantina passano la loro estate al Centro Dai a lavorare intensivamente sul miglioramento della loro vita psichica e fisica”.

“È motivo di orgoglio – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini – sapere che in Umbria esiste un centro in grado di rispondere a bisogni nuovi come obesità e disturbi da alimentazione incontrollata, che incidono molto sulla qualità della vita di tante persone, soprattutto giovani”.

Il Centro Dai è stato definito un’esperienza “unica nel territorio italiano, uno spazio fondamentale della sanità pubblica” che accoglie ogni anno persone da 13 a 75 anni per lavorare “in modo innovativo” sulla riabilitazione e la cura del Disturbo da alimentazione incontrollata e dell’obesità.

All’incontro sono intervenuti anche il direttore generale dell’Usl Umbria 1 Andrea Casciari, il sindaco di Città della Pieve, Fausto Scricciolo, il direttore del Distretto sanitario del Trasimeno, Simonetta Simonetti, e Simone Pampanelli, endocrinologo del Centro Dai.

“Il Centro per i disturbi da alimentazione incontrollata di Città della Pieve di cui festeggiamo oggi i 10 anni di attività – ha ricordato Casciari – si inserisce in una rete di centri per il trattamento dei Disordini alimentari della Usl, che comprende i due Centri di Todi dedicati all’anoressia e bulimia e il Centro per i disturbi alimentari infantili di Umbertide. Si tratta di un’organizzazione unica nel panorama della sanità pubblica italiana che abbiamo voluto attivare e sviluppare promuovendo anche una forte integrazione con le strutture ospedaliere per garantire un percorso sempre più appropriato ai pazienti e alle loro famiglie”.

Si tratta – ha sottolineato ancora Barberini – di una realtà di eccellenza della sanità umbra, punto di riferimento in Italia, che in questi dieci anni ha registrato grandi successi, grazie anche a una forte integrazione col territorio. Continueremo a investire su questa struttura, con un potenziamento degli spazi e dei servizi all’interno della Casa della Salute di Città della Pieve”.

“Le nostre equipe – ha ricordato Dalla Ragione – cercano di tamponare il drammatico aumento di questi disturbi in rapida crescita negli ultimi vent’anni che, nonostante i progetti di prevenzione in ogni territorio, non riesce ad arrestarsi. Il dato allarmante è che in Italia il 50% della popolazione è in sovrappeso o obesa, ma abbiamo anche il triste primato dell’Obesità infantile in Europa, con percentuali superiori al 30%”.

“I risultati del nostro Centro sono positivi ad ogni livello di trattamento garantito – ha sottolineato Pampanelli – e ogni persona è riuscita a ritrovare il proprio tempo e il proprio spazio nel mondo; ciò ci spinge a portare avanti e preservare i risultati faticosamente raggiunti e a lavorare sulla prevenzione di questa che, visti i numeri, non dobbiamo esitare a chiamare epidemia. Imparare ad osservare i soggetti obesi, adulti e adolescenti, come portatori di profonda sofferenza e non solo come pigri e accidiosi nei confronti del vivere quotidiano, è la missione del centro e della nostra equipe multidisciplinare”.

Il trattamento adottato al Centro Dai di Città della Pieve – spiega l’Usl in una nota -, è un modello originale integrato, in cui si lavora sul piano psicologico, nutrizionale e corporeo, grazie ad un’equipe formata da 21 operatori delle diverse discipline: medici, psicologi, educatori, fisioterapisti, operatori sociosanitari.

Ogni giorno i pazienti camminano con il nordic walking sulle colline umbre, praticano ippoterapia, svolgono attività di fisioterapia nelle acque termali del complesso Theia di Chianciano e molto altro; un programma a 360 gradi che garantisce risultati incoraggianti anche sul lungo periodo.

Il Centro garantisce al cittadino, per la cura del disturbo, tutti i livelli di trattamento: in caso di alta complessità è previsto il regime residenziale, per media e bassa complessità il trattamento semiresidenziale e ambulatoriale One day treatment. Nella regione Umbria c’è una lista d’attesa di 147 persone che attendono impazienti l’ingresso nei vari livelli di trattamento.

Dal 2008 sono state curate al Centro circa 600 persone con ottimi risultati sul piano psicologico, nutrizionale e del peso; circa 250 nei regimi di media complessità assistenziale (Semiresidenza-One Day Tratment). Numeri definiti “impressionanti” che – è stato detto – sono “solo destinati ad aumentare in virtù della Globesity, termine che oramai è annoverato nel vocabolario internazionale come rappresentativo dell’epidemia in corso”.

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