Salute: per il 63% degli studenti nessun manicomio per i malati mentali

Salute: per il 63% degli studenti nessun manicomio per i malati mentali

Il 63% degli studenti e' convinto che i malati di mente non debbano stare nei manicomi e l'84% che e' sbagliato confonderei malati criminali con gli altri

Il 63% degli studenti e’ convinto che i malati di mente non debbano stare nei manicomi e l’84% che e’ sbagliato confonderei malati criminali con gli altri. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati del questionario sul pregiudizio e lo stigma in salute mentale che ha coinvolto circa 100 studenti nel progetto “NO-STIGMA-contro il pregiudizio in salute mentale”, realizzato, nell’ambito del percorso alternanza scuola-lavoro, dal dipartimento di Salute Mentale Asl Roma 2 in collaborazione con gli insegnanti e gli studenti dei Licei Charles Darwin-Pitagora e Bertrand Russell.

“E’un’importante iniziativa – ha dichiarato Flori Degrassi, direttore generale Asl Roma 2 – che ha come obiettivo il superamento dei pregiudizi e dello stigma sulla malattia mentale, partendo dall’analisi di quello che pensano gli studenti”. Il progetto e’ stato presentato oggi a Roma nello spazio incontro Schole’ a villa Lazzaroni nel VII municipio.

La storia e la cultura della riforma della legge 180 e della lotta allo stigma sociale dopo 40 anni, hanno lasciato una traccia nelle giovani generazioni e anche l’idea dell’inclusione sembra avere trovato un terreno fertile. Secondo il 92% degli studenti la malattia mentale e’ vista come una malattia biologica (anomalia del cervello), ma non genetica o ereditaria. Inoltre il 61% giudica vera la seguente affermazione: chi uccide per gelosia o per una delusione amorosa e’ malato di mente. Sembrerebbe resistere il pregiudizio dell’inguaribilita’ per l’89% degli studenti che ritiene che se una persona e’ stata in cura da uno psichiatra, anche se guarisce e’ sempre a rischio di ricadute improvvise.

Appare superato, invece, il pregiudizio sulla imprevedibilita’ (solo per 15 studenti su 100 il malato di mente e’ imprevedibile) cosi’ come quello della incomprensibilita’ (77 studenti su 100 ritengono falsa la frase: la malattia mentale e’ incomprensibile). Per il 69%, infine, una pericolosita’ immanente nel malato mentale esiste ed e’ pronta a esplodere nel raptus. “In ultima analisi – ha detto Massimo Cozza, direttore del dipartimento di Salute Mentale – da un lato c’e’ l’aspetto positivo della consapevolezza della negativita’ del manicomio e della esclusione, ma permangono ancora pregiudizi, dalla pericolosita’ alla imprevedibilita’, per cui appare giusto proseguire con questa iniziativa soprattutto tra i giovani”.

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