Smog, Coldiretti Lombardia: a Milano poco verde e troppe auto

La Coldiretti ha stilato la prima top ten delle piante mangia Smog: dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro

LaPresse/Claudio Furlan

Secondo Coldiretti Lombardia a favorire lo smog nelle città è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, del traffico e della ridotta disponibilità di spazi verdi che concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. A Milano, ogni abitante dispone di 17,9 metri quadrati di verde urbano a testa, a fronte di una media italiana di 31 metri quadrati, spiega Coldiretti regionale, che commenta i dati Istat in occasione dell’attivazione delle misure temporanee di primo livello, previste dal Protocollo Aria, nel capoluogo lombardo e in diversi comuni delle province di Milano, Monza e Brianza, Pavia, Lodi, Cremona e Mantova.
Di fronte al cambiamento del clima in atto – sostiene la Coldiretti – non si può continuare a rincorrere le emergenze, ma bisogna intervenire in modo strutturale, favorendo nelle città la diffusione del verde che concorre a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi. Una pianta adulta – spiega l’associazione regionale degli agricoltori – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e Smog in un anno. La Coldiretti ha stilato la prima top ten delle piante mangia Smog: dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo che anche nel proprio giardino sono capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri Pm10 che ogni anno in Italia causano circa 80mila morti premature secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente. In questo contesto – conclude la Coldiretti Lombardia – è positiva l’introduzione in manovra del ‘bonus verde’ con detrazioni del 36% per la cura del verde privato come terrazzi e giardini, anche condominiali.