Stazione Spaziale: il robot Cimon si “ribella” ad astronauta

Tra gli "inquilini" della Stazione Spaziale c'è anche un robot dotato di intelligenza artificiale: Cimon è un "assistente di volo" virtuale

Tra gli “inquilini” della Stazione Spaziale Internazionale c’è anche un robot dotato di intelligenza artificiale, frutto di un progetto di Ibm e Airbus: si chiama Cimon, e si tratta di un “assistente di volo” virtuale, stampato in 3D e pensato per lo spazio.
Ha la forma e il peso di una palla medica (5 kg), è dotato di uno schermo che può trasmettere immagini o il viso del robot, con occhi, naso e bocca. Il suo scopo è quello di supportare gli astronauti nell’esecuzione dei lavori di routine.
Nel suo primo test qualcosa è andato storto: dopo pochi minuti, Cimon ha “discusso” con l’astronauta, che voleva fermare un brano musicale gradito al dispositivo.
L’astronauta Alexander Gerst, dopo i primi convenevoli, ha chiesto a Cimon di ascoltare una canzone, “The Man-Machine” dei Kraftwerk: dopo 46 secondi l’astronauta ha chiesto di bloccare la riproduzione, senza ricevere risposta. Gerst ha insistito: convinto si trattasse di un problema audio, ha prima rinnovato l’invito, per poi prendere Cimon tra le mani e scuoterlo leggermente.
Il robot ha sentito benissimo, ha scelto di ignorato i comandi: ha invitato Gerst a “cantare insieme” e detto di “adorare la musica con cui si può ballare“.
Dopo essere stato scosso e di fronte all’insistenza dell’astronauta, Cimon ha chiesto a Gerst di “essere gentile“, accusandolo successivamente di essere “cattivo“.
Al termine del test, l’astronauta ha parlato di “grande dimostrazione“, anche se non tutto è andato come previsto. In ogni caso, è bastato spegnere un interruttore per disattivare Cimon.