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Voyager 2 si tuffa nello spazio interstellare: potrà continuare a comunicare con la Terra

Voyager 2, lo scorso 5 ottobre, ha varcato i confini del nostro sistema planetario, seguendo le orme della gemella Voyager 1

Voyager 1 e 2
Credit: NASA/JPL-Caltech

Per la seconda volta nella storia dell’esplorazione spaziale, un veicolo creato dall’uomo ha lasciato il Sistema Solare raggiungendo lo spazio interstellare, il misterioso ambiente galattico non occupato da stelle né da sistemi planetari: Voyager 2, sonda Nasa, lo scorso 5 ottobre ha varcato i confini del nostro sistema planetario, seguendo le orme della gemella Voyager 1. L’annuncio è arrivato direttamente da un tweet del Jpl.

Voyager 2 – riporta Global Science – viaggia ad una distanza di 18 miliardi di chilometri da noi, ma potrà continuare a comunicare con la Terra, anche se ogni dato inviato impiegherà oltre 16 ore per arrivare. Un tempo notevole se pensiamo che la luce del Sole impiega circa otto minuti per raggiungere il nostro pianeta.

Lanciate nel 1977, le due sonde Voyager, nel loro viaggio oltre i confini del Sistema Solare, hanno concluso le loro missioni primarie di esplorazione di Giove e Saturno prima e Urano e Nettuno poi, ma sono ancora oggi entrambe in attività.
Voyager 1 è stata la prima sonda nel 2013 a inabissarsi nello spazio interstellare, ed è l’oggetto costruito dall’uomo che si trova più lontano dalla Terra – oltre 20 miliardi di chilometri. Insieme alla sorella Voyager 2 continuano a campionare le piccole regioni della nostra galassia. I dati forniti dalle due missioni aiuteranno a costruire la prima mappa dell’affascinante ambiente tra le stelle oltre i confini del nostro sistema planetario, informazioni preziose in vista dei futuri viaggi interstellari.

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