IRCCS, Università e Cancro: “Urge un riferimento nazionale e una maggiore trasparenza dei dati”

MeteoWeb

CANCRO, UN PROBLEMA ANCHE PER COSTI E DATI – “In questi anni sul campo oncologico emerge una doppia tendenza che urge affrontare – dichiara il Prof. Giovanni Corrao, Professore Ordinario di Statistica Medica, Università di Milano-Bicocca e Direttore del Centro Interuniversitario Healthcare Research & Pharmacoepidemiology, un consorzio di 25 università che si in modo integrato conducono ricerche tese a migliorare le conoscenze sulle cure Da un lato la cronicizzazione del paziente, che necessita di una terapia a vita, dall’altra i costi sempre più alti per il Sistema Sanitario Nazionale. C’è bisogno di un riferimento istituzionale, che coinvolga tutti, dal pubblico al privato, e che sappia fare una sintesi tra le varie esigenze, per un governo che si basi sulle conoscenze, sulle prove, sulle evidenze. E c’è bisogno di un più trasparente accesso ai dati, ai database e agli archivi, perché se da un lato potrebbero essere usati in maniera poco nobile, comportando un rischio per il paziente, dall’altro sono fondamentali per comprendere appieno il problema e, quindi, trovarne la soluzione migliore”.

L’APPUNTAMENTO – Se ne parla in occasione del convegno “Cancer Real World from needs to challenges” che si apre oggi e prosegue sino a domani, a Milano, presso l’Auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli. L’appuntamento è organizzato dal Prof. Giovanni Apolone, Direttore Scientifico della Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori, e dal Prof. Giovanni Corrao, Direttore del Centro Interuniversitario Healthcare Research & Pharmacoepidemiology e Professore Ordinario di Statistica Medica, Università di Milano-Bicocca. Il convegno gode anche dei patrocini del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità e della Regione Lombardia. Saranno oltre duecento i presenti, tra specialisti, ricercatori e pazienti. Apriranno i lavori il Presidente Regione Lombardia Attilio Fontana, l’Assessore Welfare Regione Lombardia Giulio Gallera e il Direttore Generale Assessorato Welfare Regione Lombardia Luigi Cajazzo.

GLI OBIETTIVI – L’appuntamento si propone di discutere i bisogni, i metodi e le esperienze che giustificano l’attenzione verso l’utilizzo di dati dal mondo reale, raccogliendo il contributo di stakeholder quali oncologi, decisori e associazioni dei pazienti. La disponibilità di terapie innovative, alcune destinate a modificare la storia naturale dei tumori, l’attenzione verso l’innovazione dell’intero percorso assistenziale del paziente oncologico e la capacità del sistema sanitario di sostenere l’innovazione, saranno i domini portanti della discussione. L’obiettivo sarà quello di comprendere se e come il monitoraggio delle cure nel mondo reale e la rigorosa valutazione degli effetti clinici ed economici delle stesse possano supportare i processi decisionali che tendono al miglioramento continuo delle cure e alla governance sanitaria.

L’ESIGENZA DI UN’INTERAZIONE PER UNA SOLUZIONE – “Allo stato attuale ci troviamo a doverci barcamenare tra innovazione, che ci porta a mettere a disposizione dei pazienti cure e terapie spesso efficaci, e l’imponente problema della sostenibilità delle stesse – dichiara il Prof. Giovanni Corrao -. L’innovazione, causata da altissimi investimenti economici e finanziari, costa infatti tantissimo. Ed è tutta a carico del nostro Sistema Sanitario. Penso che chi gestisce il Servizio Sanitario Nazionale abbia quindi il compito fondamentale di governare, nel miglior modo possibile, questo processo, così da migliorarlo e renderlo non solo efficace nel breve periodo, ma efficiente nel lungo”.

Poi conclude: “In questo momento c’è una guerra, neanche tanto sottile, tra scienza e tecnologia. Tutto il mondo scientifico, che giustamente rivendica il paradigma scientifico e il diritto universale della sua rigorosità, dall’altra quello tecnologico, il quale produce un’innovazione anche con strumenti non convenzionali. L’obiettivo più ambizioso, quello che ci prefiggiamo con questo appuntamento, è quello di far interagire questi due mondi, perché soltanto da questo confronto si potrà stabilire la via migliore per la terapia”.

LA SFIDA DEL SSN – Recentemente è stata pubblicato uno studio secondo il quale gli italiani vivi dopo una diagnosi di tumore sono circa 3 milioni e mezzo, pari al 5% della popolazioneDi questi, il 30% è guarito mentre un altro 20% convive con la malattia per un periodo sempre più lungo. Pertanto, è crescente il numero di persone che sopravvivono con pensioni di invalidità e inabilità con gravissime conseguenze sul piano della sostenibilità previdenziale e della produttività”.

Una grande vittoria per la scienza e per la medicina, ma anche il principio di nuove sfide per il Sistema Sanitario Nazionale. Emergono infatti nuovi bisogni e altri diritti sociosanitari che vanno assicurati ai malati di cancro per un ritorno alla vita normale e produttiva, a cominciare dalla riabilitazione oncologica precoce, oggi negata. La continua evoluzione di contesto rende necessario individuare nuovi approcci gestionali globali, capitalizzando le esperienze specifiche di tutti gli attori di sistema, paziente e caregiver in primis, giacché appaiono cruciali ruolo e contributo di 5 milioni di persone che si prendono cura direttamente dei malati, con 33% di disabilità e inabilità riconosciute dall’INPS.

I numeri del cancro e il suo elevato impatto socioeconomico, anche in termini di costi da sostenere per il paziente e le famiglie, rendono necessario agire anche a livello legislativo riconoscendo il valore sociale ed economico, per l’intera collettività, del caregiver, la cui attività rappresenta ormai un fattore imprescindibile per il funzionamento dei sistemi sociosanitari. Sostenere e valorizzare tale figura costituisce un vero e proprio investimento per la sostenibilità dei sistemi sanitari”

IL MODELLO ITALIA – Il progressivo miglioramento nelle strategie di controllo dei tumori si riscontra a livello globale. Ma il caso italiano si configura come un’eccellenza in grado di distinguersi dagli altri Paesi. In Italia l’incidenza è rimasta sostanzialmente invariata con 370-380mila casi di tumore l’anno; la mortalità, che negli anni precedenti tendeva ad aumentare, negli ultimi 5 anni ha raggiunto un plateau. Questo è un fatto positivo e dovuto a molteplici fattori: dall’informazione sulla prevenzione primaria a un corretto stile di vita, dai risultati degli screening alle nuove terapie. L’effetto benefico di questi elementi è stato di portare quasi 3 milioni e mezzo di cittadini italiani malati ad avere nuove chance di vincere la lotta contro il cancro e in alcune casi a superare la malattia. Come sanità pubblica italiana abbiamo dinanzi una grande sfida per migliorare ancora di più i tassi di sopravvivenza dell’Europa occidentale.

Condividi