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Rilevati misteriosi e ripetuti segnali radio da una galassia a 1,5 miliardi di anni luce: prova di civiltà aliene?

Questa è solo la seconda volta in cui segnali radio di questo tipo si sono ripetuti, aggiungendosi al mistero della vita nell’universo oltre alla nostra e all’opportunità di comprendere cosa potrebbe esserci nella galassie oltre la nostra

segnali radio

Misteriosi e ripetuti segnali radio sono stati rilevati per la seconda volta. I “fast radio burst” (FRB) sono emissioni radio che appaiono temporaneamente e in maniera casuale, il che li rende non solo difficili da trovare ma anche difficili da studiare. Gli ultimi segnali rilevati hanno raggiunto la Terra da una galassia a 1,5 miliardi di anni luce di distanza. Anche se segnali di questo tipo sono già stati rilevati prima, questa è solo la seconda volta in cui si sono ripetuti, aggiungendosi al mistero della vita nell’universo oltre alla nostra e all’opportunità per gli scienziati di comprendere cosa potrebbe esserci nella galassie oltre la Via Lattea. Uno dei segnali si è ripetuto per 6 volte, apparentemente dalla stessa posizione. Questi segnali duravano solo un millisecondo, ma ognuno è stato lanciato con la stessa quantità di energia che il sole produce in un anno.

La spiegazione più probabile è che siano stati creati da potenti oggetti nello spazio. Gli esperti discutono sulla possibilità che buchi neri o stelle di neutroni super-dense ne siano responsabili, ma altri hanno suggerito teorie più bizzarre. Tra di loro, il Prof. Avid Loeb dell’Harvard-Smithsonian Centre for Astrophysics degli Stati Uniti, che crede possano essere le prove di una tecnologia aliena incredibilmente avanzata.

fast radio burstI fast radio burst sono stati rilevati per la prima volta per caso nel 2007, quando è stato rilevato un segnale nei dati radioastronomici raccolti nel 2001. Questa nuova scoperta, invece, riportata sulla rivista Nature, è opera di un team di astronomi canadesi alla ricerca di FRB. La scorsa estate in un periodo di 3 settimane, il team ha rilevato 13 lampi utilizzando un nuovo tipo di radiotelescopio, il Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (Chime), che consiste in 4 antenne semi-cilindriche lunghe 100 metri che controllano tutto il cielo settentrionale ogni giorno. Hanno scoperto che uno dei FRB si ripeteva. Degli oltre 60 FRB rilevati finora, questi segnali ripetuti sono stati rilevati solo una volta prima d’ora, dal radiotelescopio Arecibo di Porto Rico nel 2015.

Non si sa da dove provengano questi segnali, anche se si ritiene che vengano emanati da fonti a miliardi di anni luce di distanza dalla nostra galassia. “Finora, c’era stato solo un FRB ripetuto. Sapere che ce n’è un altro suggerisce che potrebbero essercene ancora altri. E con più ripetizioni e più fonti disponibili per lo studio, potremmo comprendere questi misteri cosmici, da dove provengono e cosa li causa”, ha dichiarato la Dott.ssa Ingrid Stairs, astrofisica Chime e membro dell’University of British Columbia.

stella di neutroni Swift J0243.6+6124
Rappresentazione artistica della stella di neutroni Swift J0243.6+6124

La maggior parte dei 13 FRB ha mostrato segni di “dispersione”, che suggeriscono che le loro fonti potrebbero essere potenti oggetti astrofisici posizionati in luoghi con particolari caratteristiche, sostengono gli esperti. Il membro del team Cherry Ng (Università di Toronto) ha dichiarato: “Questo potrebbe significare in una specie di ammasso denso come i resti di una supernova o vicino al buco nero al centro di una galassia. Ma deve essere anche in un posto speciale per darci tutta la dispersione che vediamo”. I nuovi FRB sono anche a frequenze radio insolitamente basse. La maggior parte dei segnali rilevati in precedenza aveva frequenze di circa 1.400MHz, ma i nuovi si trovano in un intervallo al di sotto di 800MHz.

Nel 2017, il Prof. Loeb e il collega Manasvi Lingham hanno proposto che i FRB potessero provenire da trasmettitori alieni dalle dimensioni di un pianeta. Invece che per le comunicazioni, sarebbero utilizzati per far muovere enormi astronavi alimentate da vele solari. Una vela solare funziona riflettendo la luce, o in questo caso i segnali radio, emessi da un enorme foglio riflettente per fornire ulteriore spinta. Il prof. Loeb, che ha discusso la sua idea in un articolo pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, ha dichiarato: “Un origine artificiale merita di essere contemplata e verificata”.

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