Spagna, bimbo caduto nel pozzo: terminata la perforazione del tunnel verticale, gli...

Spagna, bimbo caduto nel pozzo: terminata la perforazione del tunnel verticale, gli ultimi aggiornamenti

Spagna: terminata ieri sera la perforazione del tunnel parallelo al pozzo di prospezione in cui è caduto il piccolo Julen

Yulen bimbo caduto pozzo

Corsa contro il tempo in Spagna per salvare il bambino di 2 anni, Julen, caduto in un pozzo vicino a Malaga il 13 gennaio scorso: è terminata ieri sera la perforazione del tunnel parallelo al pozzo di prospezione in cui è caduto il piccolo, ed ora si scaverà un tunnel orizzontale di 3-4 metri a una profondità di circa 72 metri per cercare di raggiungerlo.
Nonostante ciò, resta un’incognita l’esatta ubicazione di Julen: per tale motivo, prima del completamento del tunnel orizzontale di collegamento, verrà realizzato un buco di circa 20 cm fino al pozzo per introdurre una videocamera e vedere se il piccolo si trovi o meno a quella profondità.
El Pais riporta che la perforazione del tunnel parallelo è terminata alle 20:30 di ieri sera ed è durata 55 ore (inizialmente si parlava di 15 ore).
Il tunnel verticale verrà rivestito con cilindri di metallo per evitare frane e per facilitare il recupero, mentre il tunnel orizzontale verrà scavato con picconi o con martelli pneumatici.
Si spera ancora: il delegato del governo in Andalusia, Alfonso Rodriguez Gomez de Celis, si è augurato il lieto fine, “nell’arco di oggi o di domani“, ma le speranze sono ridotte al lumicino.
A seguire le operazioni, da giorni, i genitori del bambino, che hanno perso un figlio nel 2017, quando Julen era neonato.

Le operazioni hanno subito nei giorni scorsi un nuovo rallentamento, a causa dalla consistenza rocciosa del terreno.
Le autorità avevano spiegato che la trivella usata per creare un corridoio parallelo alla cavità dove è caduto il piccolo aveva colpito un tratto roccioso: i macchinari sono stati bloccati dal suolo troppo duro, a due terzi della discesa.

Finora nessun contatto vocale è stato stabilito con Julen, caduto in un pozzo di prospezione non segnalato, largo 25 cm e profondo oltre 100 metri, mentre giocava, non lontano dai genitori, in un terreno nella città di Totalan.
Nella cavità sono stati trovati dei capelli e le analisi del DNA hanno confermato che il bimbo si trova nel pozzo.

Le autorità evitano di pronunciarsi sulle possibilità che il bambino sia ancora in vita, ma il presidente della Federazione andalusa di speleologia, Jose Antonio Berrocal, ha dichiarato la scorsa settimana alla stampa che ci sono casi di persone sopravvissute per 10 giorni in circostanze simili a quelle di Julen, in uno stato di sonno con ritmo cardiaco rallentato, che necessita di poco ossigeno.
Interrogato da El Pais, il pediatra Ivan Carabaño ha sottolineato che “in circostanze estreme l’organismo umano prova a sopravvivere in modo inimmaginabile“.

La vicenda ricorda il caso italiano, del 1981, di Alfredino Rampi a Vermicino, che si era concluso tragicamente.

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