Beppe Grillo, i vaccini, il terrapiattismo e Di Maio con “ok la...

Beppe Grillo, i vaccini, il terrapiattismo e Di Maio con “ok la scienza ma Burioni no!”: ecco la commedia all’italiana

Beppe Grillo firma con Matteo Renzi il "Patto per la Scienza" lasciando l'Italia di stucco: Di Maio prende le distanze e sbotta contro Burioni

Quanto ci mancano le commedie all’italiana tipiche del cinema nostrano della seconda metà del ‘900? Tanto, probabilmente, visto che al giorno d’oggi ci siamo abituati a trasformare tutto in commedia. E gli ingredienti per una commedia ci sono anche nella delicata e importante questione vaccini. “Non c’è stata nessuna svolta, io critico l’obbligatorietà dei vaccini, che è questione politica; non i vaccini in sé, che quando sono sicuri ed efficaci rappresentano il frutto della scienza“. Affida ad un tweet, Beppe Grillo, la spiegazione delle ragioni per le quali ha deciso di sottoscrivere il manifesto a sostegno dei vaccini di Roberto Burioni, il “Patto per la scienza“, firmato assieme a Matteo Renzi per difendere la scienza dalle divulgazioni di ciarlatani e pseudoscienziati.

L’ideazione e messa a punto di un certo farmaco è una questione della scienza. Se questo farmaco sarà obbligatorio o meno è politica. Trovare stupefacente che io abbia sottoscritto questo patto – sottolinea Grillo – richiede una mentalità pari a quella dei terrapiattisti. Il maremoto mediatico che ha seguito la sottoscrizione del patto per la scienza di Burioni e Silvestri costringe a riflettere. Davvero io posso essere No-Vax? Per credere seriamente ad una cosa del genere bisogna avere un tipo di mentalità da ‘terrapiattista’. Chiunque non introduca il dubbio nel percorso mentale, chiunque sia così certo è un potenziale terrapiattista. Al limite sono persone divertenti da ascoltare, ma prenderli ad esempio non è certo normale“. Beppe Grillo, dunque, non è un no-vax come l’Italia pensava. Dietrofront, quindi: ci siamo sbagliati noi cittadini. Oppure avevamo compreso male prima delle elezioni. Oppure ci avevano fatto comprendere male prima delle elezioni. Chissà.

VacciniBeppe ci ha pensato un paio d’ore, poi ha accettato con entusiasmo“, ha spiegato l’immunologo Guido Silvestri, che ha convinto Beppe Grillo a firmare il ‘Patto per la scienza’: “E’ un uomo sulle cui idee si può o meno essere d’accordo, ma intelligente e visionario, appassionato di scienza e innovazione tecnologica. Gli ho proposto di sottoscrivere il documento due giorni fa. La mia idea è che per il progresso dell’umanità la politica non possa dividersi sugli argomenti scientifici: gli Stati Uniti, in questo senso, sono un modello importante. Grillo si è subito detto d’accordo. E’ un principio banale, ma che in Italia ha bisogno di essere riaffermato con forza“. Grillo, chiarisce lo scienziato, era al corrente del fatto che il patto sarebbe stato firmato da Matteo Renzi: “Beppe sapeva che ci sarebbe stata questa possibilità, visto che l’obiettivo del documento è proprio mettere d’accordo tutti gli schieramenti politici sull’universalità della scienza al di là delle tessere di partito“. “Io – spiega – ho coinvolto Grillo“, Roberto Burioni “si è occupato di Renzi; adesso ci vorrebbe Matteo Salvini, ma noi non lo conosciamo. Nessun retroscena“. E sui no-vax commenta: “Sembrano molti perché sono aggressivi e spesso troll, ma in realtà rappresentano solo lo 0,7% della popolazione. Che voti possono spostare? Meglio ignorarli“.

Roberto Burioni
Il virologo Roberto Burioni

Sul tema si è espresso anche  il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli che ha precisato come “Beppe non ha mai contestato i vaccini in sé ma il contesto che gira attorno. Lo conosco bene, ha contestato una certa politica e l’obbligatorietà. Io i miei bambini li ho fatti vaccinare. Ma poi ragioniamo sull’obbligatorietà dei vaccini e su come farla meglio“. E il carico da undici, ovvero la ciliegina sulla torta di questa commedia all’italiana arriva da Luigi Di Maio che si è detto non convinto della scelta di Grillo: “Burioni no! Va bene la scienza, ma Burioni…“, avrebbe sbottato il vicepremier con alcuni fedelissimi, come raccontano autorevoli fonti all’Adnkronos. E non è la prima volta che Di Maio attacca verbalmente Burioni o ne deride le idee e convinzione da uomo di scienza, forse un tantino sopra le righe da un punto di vista caratteriale, ma pur sempre un medico e uno scienziato tra i più affermati in Italia.

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