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Marte, addio ad Opportunity: la storia e i successi del rover che ha segnato l’esplorazione spaziale del nostro tempo

Opportunity ha percorso la superficie marziana per quasi 15 anni, coprendo più della distanza di una maratona e rendendo il Pianeta Rosso un "posto familiare" sulla Terra: la sua storia

rover opportunity nasa

Una delle più grandi storie dell’esplorazione del nostro tempo è ufficialmente finita. La NASA ha dichiarato “morto” su Marte il rover Opportunity, oltre 8 mesi dopo che il robot ad energia solare era piombato nel silenzio durante una violenta tempesta di sabbia sul Pianeta Rosso e un giorno dopo che le ultime chiamate per “risvegliarlo” non hanno ricevuto risposta. “Il nostro amato Opportunity è rimasto in silenzio. Con un senso di profondo ringraziamento e gratitudine, dichiaro completa la missione Opportunity e con essa anche la missione Mars Exploration Rover”, ha dichiarato Thomas Zurbuchen, amministratore associato del Science Mission Directorate della NASA.

Opportunity ha percorso la superficie marziana per quasi 15 anni, coprendo più della distanza di una maratona e scoprendo le prove definitive del fatto che il Pianeta Rosso ospitasse grandi corpi di acqua liquida nel suo antico passato. Il rover dalle dimensioni di una golf cart e il suo gemello, Spirit, hanno anche aiutato a “portare” Marte sulla Terra nelle menti di scienziati e semplici appassionati attraverso migliaia di foto e cambiato il nostro modo di pensare al Pianeta Rosso. Spirit e Opportunity “hanno reso Marte un posto familiare”, ha dichiarato John Callas, manager del progetto Opportunity, pochi mesi dopo l’enorme tempesta di sabbia di 8 mesi fa. “Quando diciamo “il nostro mondo”, non stiamo più parlando solo della Terra. Dobbiamo includere anche parti di Marte”, ha aggiunto.

Seguendo l’acqua

Spirit ed Opportunity sono stati lanciati separatamente nell’estate del 2003, dando avvio alla missione Mars Exploration Rover (MER) e atterrando a poche settimane di differenza nel gennaio del 2004. Spirit è stato il primo a scendere, accomodandosi in un cratere chiamato Gusev e situato circa 14 gradi a sud dell’equatore marziano. Opportunity è atterrato sulla pianura equatoriale Meridiani Planum, sull’altro lato del pianeta rispetto a Gusev. Entrambi i rover si sono poi impegnati in missioni in superficie progettate per durare circa 90 giorni terrestri, durante le quali hanno ricercato segni di una passata attività idrica. Prove di questo erano già state precedentemente individuate dall’alto, dagli orbiter Viking 1 e Viking 2 della NASA, che hanno fotografato quelli che sembravano antichi canali di fiumi sulla superficie polverosa di Marte.

Ma Opportunity li ha definiti con esattezza. “Ha stabilito definitivamente la presenza di acqua liquida superficiale persistente su Marte. Avevamo sempre fatto supposizioni su questo e avevamo visto delle prove, ma la traccia minerale è stata confermata da Opportunity”, ha dichiarato Callas. I dati che il rover ha raccolto durante i suoi lunghi viaggi hanno anche dimostrato che “non stiamo solo parlando di una pozza o uno stagno, ma di corpi d’acqua su scala almeno chilometrica sulla superficie di Marte”, ha aggiunto. E le analisi di Opportunity dei minerali argillosi sulla superficie del pianeta hanno indicato che almeno parte di quest’acqua antica, che scorreva tra 4 e 3,5 miliardi di anni fa, aveva un pH relativamente neutro, cioè non era eccessivamente acida né basica. “Quindi direi che il rover ha stabilito l’abitabilità fisica di Marte al tempo in cui sulla Terra iniziò la vita”, ha spiegato Callas.

marteMa anche Spirit si è dato da fare. Il rover ha svelato un antico sistema idrotermale nel Gusev, dimostrando che almeno alcune parti di Marte avevano sia acqua liquida che una fonte di energia a cui la vita poteva attingere nell’antico passato. “I contributi e le scoperte di Spirit sono stati importanti tanto quanto quelli di Opportunity”, ha commentato Steve Squyres, principale ricercatore della missione. Le ultime missioni hanno confermato ed esteso tali scoperte. Per esempio, il rover Curiosity della NASA ha determinato che il cratere Gale, ampio 154km, ha ospitato un sistema lago-fiume potenzialmente abitabile circa 4 miliardi di anni fa.

spazio marteNei suoi quasi 15 anni di servizio, Opportunity ha anche scoperto meteoriti extra-marziani, esplorato nuovi siti in dettaglio e analizzato la roccia e il suolo del pianeta. Ma è stato molto più di un semplice “geologo”. Insieme all’orbiter Global Surveyor, ha realizzato il primo profilo delle temperature atmosferiche di Marte. Ha anche realizzato importanti osservazioni astronomiche, come i transiti di Fobos e Deimos, le lune di Marte, davanti al sole.

La lunga di vita di Opportunity lo ha portato verso caratteristiche geologiche uniche. Ha scalato Cape Tribulation, raggiungendo la cima di 135m di altezza, l’ascesa più grande di sempre per Opportunity. Sulla via del ritorno, è stata anche la discesa più inclinata (32°) mai eseguita dal rover, che ha fatto sì che la sabbia che si era accumulata sui suoi pannelli solari scivolasse via. Nei suoi numerosi giorni sul Pianeta Rosso, Opportunity ha immortalato anche panorami mozzafiato dei diversi posti che ha esplorato.

Record infranti

rover opportunity NASASia Spirit che Opportunity hanno continuato ad operare ben oltre la data prefissata di 90 giorni. Alla fine Spirit si è impantanato in un banco di sabbia all’inizio del 2010. Di conseguenza, il rover non è riuscito a riorientarsi per ricevere luce solare durante l’inverno marziano e sostanzialmente è “morto” per congelamento. Opportunity ha evitato queste insidie per altri 8 anni, studiando rocce sui bordi di 4 diversi crateri. Il rover ha percorso 46,16km durante i suoi viaggi, più di qualsiasi altro veicolo che abbia mai viaggiato sulla superficie di un altro pianeta, ed ha esteso la sua vita 55 volte in più rispetto a quanto pianificato.

martePoi è arrivata la tempesta di sabbia. Alla fine di maggio 2018, il Mars Reconnaissance Orbiter della NASA ha visto una tempesta vicino alla posizione di Opportunity, sul bordo del cratere Endeavour, ampio 22km. La tempesta è cresciuta velocemente, circondando il rover e alla fine diffondendosi fino ad avvolgere l’intero pianeta. La spessa polvere che bloccava la luce solare ha impedito che il rover potesse ricaricare le sue batterie ed Opportunity è finito così in una sorta di ibernazione. “Dormiva” senza riuscire ad attivare i suoi dispositivi per scaldarsi, situazione molto pericolosa sul gelido Marte, dove le temperature possono scendere al punto da rompere le giunture saldate e altre importanti componenti dell’hardware interno. È questa la spiegazione che si dà la NASA, dal momento che Opportunity nel 2007 era già sopravvissuto ad una tempesta di sabbia globale.

Opportunity non ha emesso alcun segno di vita dal 10 giugno 2018. “La tempesta è una delle più intense mai osservate sul Pianeta Rosso. Al 10 giugno, ha coperto oltre 41 milioni di km², circa l’area di Nord America e Russia combinate. Ha bloccato talmente tanta luce solare da trasformare il giorno in notte per Opportunity”, aveva dichiarato la NASA. “Avevamo bisogno di una storia tempesta di sabbia per mettere fine a questa storica missione”, ha dichiarato Abigail Fraeman, scienziato del progetto.

Una chance per Opportunity

La tempesta di sabbia ha iniziato ad indebolirsi alla fine di luglio ed entro la metà di settembre si era ridotta al punto che la NASA si è impegnata in uno sforzo comune per risvegliare Opportunity. Questa campagna di “ascolto attivo” implicava l’invio di comandi al rover ormai silente e l’ascolto di qualsiasi segnale da esso prodotto. È stato importante continuare questa campagna per diversi mesi, hanno dichiarato i membri del team del rover e le autorità della NASA, perché la stagione dei venti nella posizione di Opportunity è iniziata a novembre. La speranza era che i forti venti spazzassero via parte della sabbia dai pannelli solari del rover, permettendo così ad Opportunity di ricaricare le sue batterie e risvegliarsi dopo tanto tempo.

Tuttavia, non è andata così e sembra che niente di tutto questo accadrà mai. La NASA ha ancora il rover Curiosity su Marte. Lanciato nel 2012, attualmente sta scalando il Monte Sharp, un monte di 4.800m di altezza nel messo del cratere Gale. Curiosity funziona a propulsione nucleare, quindi le tempeste di sabbia non saranno un problema. La NASA pianifica di inviare un altro rover su Marte nel 2020. Ma intanto, per la prima volta in 15 anni, dovremo abituarci ad un mondo – o forse due – senza Opportunity, vero esempio del duro lavoro e della qualità che le missioni spaziali sono progettate a produrre. Un giorno forse gli umani saranno in grado di andare su Marte e visitare i siti in cui si trovano i due rover gemelli: sarebbe il miglior tributo dell’umanità a questi due “pionieri marziani”.

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