“Due figli bastano”, l’Egitto minacciato dall’incremento demografico lancia una campagna contraccettiva mentre...

“Due figli bastano”, l’Egitto minacciato dall’incremento demografico lancia una campagna contraccettiva mentre in Italia le nascite crollano [DATI]

Mentre in Italia la popolazione invecchia sempre di più e le nascite diminuiscono, in Egitto l'incremento demografico sta diventando più pericoloso del terrorismo

Ognuno ai suoi problemi, e non vale solo per le persone ma anche per le nazioni. Mentre in Italia, infatti, la popolazione invecchia sempre di più e le nascite diminuiscono, in Egitto l’incremento demografico rappresenta sempre più un problema e un freno alla crescita. Il Paese, dunque, ha avviato ormai da diversi anni una campagna di informazione e sensibilizzazione in questo senso, ma ora ha deciso di intervenire più ‘concretamente‘. Non ci sarà nessuna coercizione, come avviene ad esempio in Cina, ma si sta facendo propaganda serrata per limitare e arginare le nascite. “Due figli bastano“: è questo il motto della campagna di sensibilizzazione volta a cambiare la mentalità di un’intera nazione.
Per il Paese si tratta, a tutti gli effetti, di una vera e propria minaccia, paragonabile addirittura al terrorismo. Per raggiungere il difficile obiettivo di cambio di mentalità, si punta soprattutto a informare le donne meno istruite e diffondere il più possibile i metodi contraccettivi. E per farlo è stata attivata una campagna di sensibilizzazione che, contrapponendosi alle radici più profonde della cultura islamica, cerca di limitare il tasso di natalità a due figli per coppia. Il motto è, appunto, “Etnein Kefaya“, ovvero “Due bastano“. La campagna è stata attivata a tappeto da gennaio, con oltre 200 mila colloqui porta a porta con le famiglia, e diversi seminari a cui hanno partecipato circa 33 mila nuclei familiari, oltre che con la messa in onda di spot televisivi.
L’Egitto è il paese arabo più densamente popolato e sta per toccare i cento milioni di abitanti – per la precisione 98.305.463. E le stime non sono rosee: 128 milioni nel 2030, oltre 150 nel 2050 e addirittura 200 milioni (secondo previsioni Onu) nel 2100. Se consideriamo che l’Italia, al 31 dicembre 2017, contava 60.483.973 di abitanti, con una media di componenti per famiglia di 2,31, possiamo comprendere la gravità della situazione egiziana. Nel paese nordafricano, infatti, la media di 2,9 è quella di figli per famiglia, e non componenti dell’intera famiglia. Tenendo poi conto che il Paese è per lo più desertico e che il 96% circa della popolazione vive sul 4%-7% del territorio, ovvero nella zona fertile lungo il Nilo, il pericolo è evidente. Le Nazioni Unite, per il 2025, hanno previsto per l’Egitto una crisi idrica senza precedenti. Randa Fares, coordinatrice della campagna di sensibilizzazione, ha spiegato che il tasso di crescita demografica in Egitto non corrisponde a quelli, più bassi, dell’economia e dell’occupazione. Il presidente Abdel Fattah Al Sisi ha infatti affermato, lo scorso anno, che “terrorismo e crescita della popolazione sono le due maggiori minacce nella storia del’Egitto“.
La campagna ha lo scopo di abbassare il tasso di nascite a 2,1 figli per coppia. I problemi maggiori si riscontrano nelle aree rurali, dove le tradizioni islamiche contrarie alle pratiche anticoncezionali hanno dato vita a famiglie numerose. Gli spot televisivi, alla luce di questo, sono molto forti ed esplicativi: in uno si vede un padre che non ricorda il nome dei figli, in un altro i genitori portano i figlia a provare dei vestiti ai grandi magazzini, vestiti che non compreranno mai perché non hanno denaro per farlo. L’utilizzo dei contraccettivi è passato dal 18,8% delle famiglie a metà degli anni ’70, al 60,3% di oggi. L’obiettivo del governo è quello di portare questa percentuale almeno ad 80. La campagna di sensibilizzazione è supportata da ben 92 ong operanti nel Paese e oltre 1.400 donne sono state formate in tal senso.

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