Maltempo Emilia Romagna, la Regione: alle prese con un evento straordinario

Maltempo Emilia Romagna, la Regione: alle prese con un evento straordinario

L'argine a Castel Maggiore ricostruito e rimesso in sicurezza in sei giorni e via Lame, la strada che corre parallela al fiume, distrutta e interrotta, anch'essa ripristinata e riaperta al traffico entro questa settimana

L'esondazione del Reno a Castel Maggiore (Bologna)

L’argine a Castel Maggiore ricostruito e rimesso in sicurezza in sei giorni e via Lame, la strada che corre parallela al fiume, distrutta e interrotta, anch’essa ripristinata e riaperta al traffico entro questa settimana.

Con una lunga relazione in assemblea legislativa questa mattina l’assessore regionale alla Protezione civile e Difesa del suolo dell’Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, ha illustrato le cause e gli interventi effettuati dopo la “piena eccezionale” che il 2 e il 3 febbraio, ha portato all’esondazione del fiume Reno nel bolognese e all’allagamento di parte del territorio di Castel Maggiore e altri comuni.

“L’Emilia-Romagna si e’ trovata a fare i conti con un evento straordinario – ha sottolineato Gazzolo – nell’arco di 24 ore si sono registrati picchi di pioggia fino a 350 millimetri, con l’aggiunta del rapido scioglimento della neve caduta nelle zone montane nei giorni precedenti, che ha contribuito ad accrescere l’afflusso di acqua e la rapida saturazione dei suoli. Particolarmente rilevante il dato della piena del Reno – ha proseguito l’assessore – che alle ore 14 del 2 febbraio scorso a Bonconvento, nel momento della rotta, ha raggiunto l’altezza di 12,81 metri, ben 81 centimetri in piu’ rispetto al precedente picco storico del 2014”.

Sulle cause del collasso dell’argine a Castel Maggiore, Gazzolo ha riportato quanto sostenuto dai tecnici della Protezione civile nel primo rapporto consegnato nei giorni scorsi, in base al quale l’esondazione e’ stata causata da una piena di portata straordinaria e l’argine realizzato a protezione del cantiere dove erano in corso i lavori di ricostruzione di quello maestro, essendo piu’ alto, ha contribuito a frenare il deflusso dell’acqua che ha allagato le campagne.

Nei giorni dell’emergenza nelle aree colpite sono stati impegnati oltre 1.400 volontari della Protezione civile, suddivisi in 350 squadre. Piu’ di 300 gli interventi eseguiti nei comuni di Bologna, Castel Maggiore, Argelato, Castello d’Argile e San Giorgio di Piano. “Ora le priorita’ sono il pieno ripristino della sicurezza, il ritorno alla normalita’ e il risarcimento dei danni a privati, attivita’ produttive e imprese agricole. A questo proposito – ha detto ancora l’assessore Gazzolo – e’ indispensabile che il governo dichiari al piu’ presto lo stato di emergenza nazionale richiesto il 6 febbraio scorso dal presidente Bonaccini, con lo stanziamento delle relative risorse”.

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