Ricerca, Ilaria Capua: “I no vax la più grande minaccia per la...

Ricerca, Ilaria Capua: “I no vax la più grande minaccia per la salute”

"Non bisogna parlare di ricerca italiana. L'Italia fa parte dell'Europa, ha dei ricercatori bravissimi e deve essere più protagonista della ricerca europea, si deve internazionalizzare"

Vaccini

“Non bisogna parlare di ricerca italiana. L’Italia fa parte dell’Europa, ha dei ricercatori bravissimi e deve essere più protagonista della ricerca europea, si deve internazionalizzare”. Così Ilaria Capua, virologa di fama internazionale nota per i suoi studi sui virus influenzali, ospite dell’Università di Perugia per ricevere il dottorato honoris causa in ‘Sanità e scienze sperimentali veterinarie‘, ha parlato dello stato della ricerca scientifica in Italia, nella giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.

Rispondendo a una domanda sulla fuga dei cervelli, ha sostenuto che “è un termine che non sta più in piedi. E’ giusto che esista un movimento di cervelli – ha spiegato – il problema è che l’Italia li esporta ma non li importa. Dovrebbe importare quelli tedeschi, francesi, giapponesi e americani. L’Italia dovrebbe offrire i suoi talenti ed essere in grado di riprenderseli, essere un luogo in cui i ricercatori girano“.

“Mi viene la pelle d’oca quando sento persone che si rifiutano di vaccinare i figli. I vaccini hanno salvato l’umanità, sono la più grande invenzione che ha permesso il progresso della salute. Non è accettabile che in Europa ci siano queste forze assolutamente distruttive”.

Ilaria Capua

Ilaria Capua, virologa nota per i suoi studi sui virus influenzali ha parlato anche dei “no vax” come della “più grande minaccia per la salute esistente oggi”. Un fenomeno, per la ricercatrice, figlio di un “problema di fiducia nella scienza, non solo italiano ma internazionale.

C’è uno scollamento tra èlites, accademia e persone – ha spiegato – in parte dovuto ai grandi cambiamenti che la tecnologia ha portato. In parte però è colpa nostra – ha ammesso – dobbiamo imparare ad essere più presenti e a comunicare meglio“.

L’altra minaccia, per la Capua, è “l’antibiotico-resistenza, c’è una popolazione di batteri che è resistente a qualsiasi antibiotico. Ma mentre questa va gestita affinché si riduca, i vaccini ci sono e quindi bisogna farli”.

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