Algeria, netto calo delle esportazioni di gas in Europa

Algeria, netto calo delle esportazioni di gas in Europa

Le esportazioni di gas algerino verso l’Europa sono diminuite in modo significativo dallo scorso settembre 2018. Lo ha ammesso l’amministratore delegato della compagnia energetica algerina Sonatrach, Abdelmoumen Ould Kaddour, motivando il calo con l’ondata di caldo che ha investito la maggior parte dei paesi europei importatori di gas algerino. Il manager nordafricano ha parlato a margine della firma di un importante contratto del valore di 910 milioni di dollari per lo sviluppo del giacimento gasifero di Ain Tsila, nel dipartimento Illizi, vicino al confine con la Libia. Il contratto e’ stato firmato ad Algeri il 3 marzo dagli esponenti del gruppo Isarene (composto dall’algerina Sonatrach, dall’irlandese Petroceltic e dall’italiana Enel) e della compagnia con sede a Londra Petrofac, specializzata nella fornitura di servizi all’industria petrolifera. Secondo stime non ufficiali citate dal quotidiano algerino “El Khabar”, le esportazioni di gas algerino tramite i gasdotti che lo portano in Europa sono diminuite del 40 per cento. Gli stessi report non ufficiali indicano che gli Stati Uniti hanno ripreso a esportare gas naturale liquefatto e che l’Europa e’ tra i maggiori importatori di questi prodotti, facendo cosi’ concorrenza a paesi come l’Algeria che ha registrato un calo delle forniture. Secondo le statistiche a disposizione di “El Khabar”, i fornitori statunitensi di gas naturale liquefatto hanno gia’ effettuato 14 spedizioni a marzo, a dispetto delle 29 spedizioni di febbraio, verso Europa e Messico. La Federazione russa ha mantenuti stabili le sue forniture in Europa, con esportazioni di circa 200 miliardi di metri cubi nel 2018, equivalenti a 145 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto. Lo stesso vale per la Norvegia, che ha esportato 116 miliardi di metri cubi. L’Algeria ha invece visto un calo delle forniture di gas. Il flusso del gas algerino verso l’Europa e’ stato altalenante negli ultimi anni: dai 24,2 milioni di metri cubi nel 2012 (6,5 miliardi di dollari di entrate) si e’ scesi a 23 milioni di metri cubi nel 2013 (6,04 miliardi di dollari), per poi salire a 28,5 milioni di metri cubi nel 2014 (7,4 miliardi di dollari) e scendere nuovamente a 26,6 milioni di metri cubi cubi nel 2015 (4,7 miliardi di dollari), a 25,7 milioni di metri cubi nel 2016 (3,1 miliardi di dollari) e a circa 25,5 milioni di metri cubi nel 2017.

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