Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”: i robot-sub scendono sui fondali e...

Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”: i robot-sub scendono sui fondali e girano spettacolari immagini per la realizzazione della prima Mappa Bionomica

I robot-sub alla scoperta del paesaggio sottomarino: scendono sui fondali e girano spettacolari immagini per la realizzazione della prima Mappa Bionomica

La medusa in un mare di rifiuti - foto di Guido Villani
La medusa in un mare di rifiuti - foto di Guido Villani

Poter bandire la plastica dal mare, fare educazione ambientale, avviare una serie di attività anche con la pesca artigianale. Tutto questo per migliorare la qualità della vita di chi vive in un’Area Marina Protetta. Il fatto che un’Area Marina Protetta presenti dei vincoli e delle regole non deve diventare un limite per chi ci vive ma anzi deve diventare un’occasione ed un’opportunità di miglioramento generale della qualità della vita”: lo ha dichiarato Antonino Miccio, Direttore dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno che comprende Ischia, Procida e Vivara (solo mare), a margine della conferenza “FONDAmentali” svoltasi presso il Centro Congressi di Lacco Ameno con la partecipazione di esperti da tutta Italia ed alla vigilia dell’importante Giornata Mondiale dell’Acqua in programma il 22 Marzo.

La medusa finita nel bicchiere - foto Guido Villani
La medusa finita nel bicchiere – foto Guido Villani

Estendere la Mappa Bionomica a tutta la Costa Italiana
sarebbe importante avere una Mappa Bionomica di tutta la Costa Italiana – ha affermato alla stampa, Giovanni Fulvio Russo, docente di Ecologia dell’Università Pathenope di Napoli e Presidente Nazionale della Società Italiana di Biologia Marina – perché è la carta di distribuzione dei paesaggi marini e dunque è importante per la conoscenza di ciò che è sotto il mare. Recuperare una conoscenza del mare che i pescatori avevano e che adesso si sta perdendo. Ad Ischia scoperti ben 24 habitat interessanti grazie all’uso di robot – sub. Utilizzate moderne tecniche GIS ma anche robot subacquei muniti di telecamera ROV. Ecco la La mappa bionomica, cioè la cartografia della distribuzione dei diversi tipi di habitat presenti sui fondali marini. Si tratta dell’elemento di base propedeutico per qualsiasi pianificazione o intervento di gestione di un’Area Marina Protetta (AMP). Infatti, è intuitivo capire come non si possano prendere decisioni o attuare politiche di gestione efficaci se non si conoscono quali sono e dove stanno gli habitat ricoperti dal grande manto azzurro del mare. Abbiamo trovato ben 24 habitat marini”.

Presentata la Mappa Bionomica dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno” che abbraccia una parte importante del Golfo di Napoli come Ischia e Procida. Immagini inedite realizzate con una tecnologia sofisticata e da robot – sub.
Individuati ben 24 habitat – tra cui biocostruzioni calcaree del coralligeno analogo delle ben più note scogliere coralline dei mari tropicali.
L’AMP del Regno di Nettuno, a distanza di diversi anni dalla sua istituzione, si è finalmente dotata di un tale importantissimo strumento di gestione. Il lavoro svolto per ottenerlo è stato lungo e complesso poiché la cartografia è stata effettuata con le moderne tecniche GIS, combinando le informazioni georeferenziate pubblicate fino ad oggi con apposite campagne a mare. Infatti, per caratterizzare con precisione gli habitat marini – ha proseguito Russo – sono stati condotti sia rilevamenti con robot subacquei muniti di telecamera (ROV), sia campionamenti dei sedimenti e delle comunità biologiche presenti sul fondo. I campioni sono poi stati processati e analizzati in laboratorio.
I diversi habitat risultanti sono poi stati rappresentati su mappa con campiture di colore diverso, evocative del paesaggio subacqueo da essi caratterizzato.
Sulla base della composizione in specie caratteristiche delle comunità biologiche viventi sui fondali, sono stati individuati ben 24 habitat, distribuiti nell’AMP in modo da formare un mosaico ambientale molto eterogeneo e complesso. Tra i tanti habitat, è da sottolineare innanzitutto la presenza di vaste praterie formate dalla pianta marina Posidonia oceanica, che circondano le isole formando una fascia protettiva ad alta biodiversità che ha poche interruzioni. Di particolare rilevanza per l’elevata biodiversità sono anche i fondi a rodoliti, veri e propri “ciottoli viventi”, e le biocostruzioni calcaree del coralligeno, analogo nel Mediterraneo delle ben più note scogliere coralline dei mari tropicali. Questi habitat forniscono anche all’uomo servizi ecosistemici importantissimi per l’equilibrio climatico, primo fra tutti il sequestro di anidride carbonica, gas serra tra i principali responsabili del surriscaldamento globale del pianeta.
L’ informazione cartografica costituirà l’elemento di base per le future politiche di gestione dell’AMP e verrà subito utilizzata nel progetto , attualmente in corso,sulla contabilità ambientaleper il calcolo del valore del capitale naturale custodito dai fondali delle isole di Ischia, Procida e Vivara”.
Durante la Conferenza “FONDAmentali” organizzata dall’Area Marina Protetta Regno di Nettuno con il patrocinio della Federparchi, con la partecipazione di esperti da tutta Italia e di tutti i sindaci di Ischia, sono stati illustrati nuovi studi anche sui cambiamenti dei mari.

I dati sulla plastica – ben 700 organismi marini interagiscono negativamente con le plastiche

La medusa attaccata al salva-slip - foto di Pasquale Vassallo
La medusa attaccata al salva-slip – foto di Pasquale Vassallo

Il problema dell’inquinamento marino da plastica è di rilevanza planetaria ed è pertanto di difficile risoluzione. Si stima che dai 4 ai 12 milioni di tonnellate annue di plastica vengano trasferite al comparto marino ogni anno, contribuendo all’80% delle fonti inquinanti. L’inquinamento che ne deriva è quindi estremamente significativo – ha dichiarato Roberto Sandulli, zoologo, biologo marino dell’Università Parthenope di Napoli – e diffuso, tanto che si rinvengono detriti di plastica in ogni habitat marino, inclusi quelli più estremi e remoti (è recente la notizia del rinvenimento di plastiche anche in specie abissali). Almeno 700 specie di organismi marini interagiscono negativamente con le plastiche; molte le ingeriscono e altre ne vengono intrappolate, spesso con conseguenze letali. Le plastiche entrano negli organismi e nelle catene alimentari. Si prevede che nel 2050 raggiungeremo 25.000 milioni di tonnellate di plastiche negli oceani. Naturalmente, anche i paesi del Mediterraneo contribuiscono a tale impatto. L’unica soluzione per mitigare l’effetto un tale impatto potrebbe consistere nell’applicare la regola delle 4 R: Ridurne la produzione, Riusare gli oggetti di plastica, Riciclarla in altre forme e Recuperarla per altri usi. Ma siamo ancora lontani da tali obiettivi”.

Non è stato piacevole vedere una medusa attaccata a un salva-slip nel mare di Bacoli. Un’altra nuota in un mare di rifiuti. O ancora vedere e fotografare un cefalo intrappolato in una rete abusiva a pochi metri dal Parco archeologico sommerso di Baia. Davvero immagini – ha dichiarato Guido Villani del CNR e fotografo apprezzato a livello internazionale – che inducono ad una profonda riflessione”. Le foto scattate dai fotografi subacquei Pasquale Vassallo e Guido Villani, sono state in mostra durante l’evento di Lacco Ameno, organizzato dall’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”. Immagini scattate nel mare di Napoli.

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