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Astronomia, con lo SKA Observatory “siamo alle porte del futuro”: Italia protagonista verso la costruzione del più grande radiotelescopio del mondo

Si tratta di uno dei progetti di ricerca più ambiziosi mai concepiti, con una rete di migliaia di antenne che permetteranno di osservare grandi aree del cielo con una risoluzione decine di volte maggiore rispetto a quella attuale

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Credit: SKA Organisation/Swinburne Astronomy Productions

Passo cruciale verso la costruzione della più grande rete di radiotelescopi del mondo. Dopo quattro anni di negoziati e accordi, infatti, è stato firmato oggi il Trattato internazionale che istituisce lo SKA Observatory (SKAO), l’organizzazione intergovernativa (IGO) per la supervisione della costruzione del più grande radiotelescopio del mondo. SKAO si appresta, quindi, a diventare la seconda organizzazione mondiale intergovernativa dedicata all’astronomia, dopo l’European Southern Observatory (ESO). La convenzione è stata firmata per l’Italia dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, assieme ai rappresentanti degli altri sei Paesi membri del progetto: Australia, Cina, Paesi Bassi, Portogallo, Sudafrica e Regno Unito.

Siamo particolarmente orgogliosi di firmare oggi, proprio qui al Miur, il trattato per la costruzione dello SKA Observatory. Una firma che giunge dopo lunghi negoziati, nei quali il nostro Paese ha avuto un ruolo da protagonista“, ha detto Bussetti, aprendo i lavori sella cerimonia per la firma del Trattato internazionale. Bussetti ha voluto ricordare come la firma del Trattato arrivi nell’anno che segna il 150° anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11 e dell’impresa di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla luna.

ska observatoryBussetti ha evidenziato che si tratta di uno dei progetti di ricerca più ambiziosi mai concepiti, con una rete di migliaia di antenne che permetteranno di osservare grandi aree del cielo con una risoluzione decine di volte maggiore rispetto a quella attuale. Per Bussetti “siamo alle porte del futuro” e lo SKA aiuterà l’uomo a proiettarsi fuori dalla Terra, nello spazio che è ormai terra di conquista per l’umanità. Bussetti ha poi voluto sottolineare il ruolo da protagonista dell’Italia in questa avventura dell’umanità, citando l’ottima reputazione del nostro Paese in campo astrofisico e aerospaziale.

Lo SKA è l’icona del ruolo sempre più strategico che la ricerca scientifica svolge nella società contemporanea. L’intesa testimonia lo spirito di collaborazione che la ricerca scientifica riesce a innescare fra Paesi e popoli del mondo. La scienza parla tutte le lingue del pianeta e il suo linguaggio connette il mondo intero. Con questo Trattato stiamo dando vita a un momento destinato a segnare la nostra storia presente e futura, la storia della Scienza e della conoscenza dell’Universo. SKA è l’icona del ruolo sempre più strategico che la ricerca scientifica ha assunto nella società contemporanea. La ricerca è motore di innovazione e crescita: il sapere si traduce in benessere individuale e collettivo, sia sociale che economico”. Infine, Bussetti ha chiuso il suo intervento rivolgendosi ai giovani che ancora si trovano sui banchi di scuola e che saranno “gli scienziati del futuro, coloro che utilizzeranno lo SKA a pieno regime”.

A chiusura dell’intervento del Ministro Bussetti, è arrivata la firma di tutti i Paesi rappresentanti, seguita da grandi applausi e dalle foto di rito. All’evento erano presenti anche rappresentanti di India, Svezia e Nuova Zelanda, Paesi che hanno partecipato attivamente a tutte le fasi negoziali, oltre che di Canada, Francia, Corea del Sud, Malta, Spagna, Stati Uniti e Svizzera, nazioni interessate al progetto e impegnate a tracciare il percorso per una futura partecipazione allo SKA Observatory.

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Rappresentazione artistica dello Square Kilometre Array con tutti e quattro gli elementi. Le antenne a bassa frequenza (in basso a destra) e le antenne del precursore ASKAP (in basso a destra) si trovano in Australia occidentale. Le parabole a media frequenza (dietro a sinistra) e la parabola del precursore MeerKAT (sullo sfondo a sinistra) sono in Sudafrica, con alcune stazioni remote in altri paesi partner africani. Crediti: SKA Organisation

SKA sarà il più grande network di radiotelescopi del mondo, costituito da due reti di antenne e infrastrutture distribuite su tre continenti e in entrambi gli emisferi. Le due reti, composte da centinaia di antenne a parabola a media frequenza e da migliaia di antenne a bassa frequenza, saranno distribuite su una superficie di centinaia di chilometri in Australia e Sudafrica, mentre il quartier generale si trova già nel Regno Unito. Le antenne di SKA saranno fondamentali per la fisica del XXI secolo e si uniranno a progetti come il James Webb Space Telescope della NASA, il Large Hadron Collider del CERN, il rilevatore di onde gravitazionali LIGO e il reattore a fusione ITER.

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