Clima, Coldiretti: la “finta primavera” anticipa le primizie di un mese

Clima, Coldiretti: la “finta primavera” anticipa le primizie di un mese

Il caldo anomalo - sottolinea Coldiretti - ha mandato in tilt le coltivazioni nei campi lungo tutto lo stivale e stravolto completamente le offerte stagionali

Le prime fave sono già raccolte nel Lazio con quasi un mese di anticipo, in Puglia i piselli hanno accelerato di due settimane e sono pronti al consumo e nel Veneto gli asparagi sono maturati oltre 10 giorni prima del normale; nei banchi del mercato dii Campagna Amica di Roma gli agricoltori vendono già anche le fragole, il carciofo romanesco, gli agretti, le zucchine e le erbe spontanee: lo rileva Coldiretti, in riferimento agli effetti concreti dei cambiamenti climatici in occasione dell’ultimo weekend alla vigilia della primavera dedicato all’arrivo delle primizie in tutta Italia. Il caldo anomalo – sottolinea la Coldiretti – ha mandato in tilt le coltivazioni nei campi lungo tutto lo stivale e stravolto completamente le offerte stagionali normalmente presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell’anno. Il surriscaldamento, continua la Coldiretti, “colpisce le imprese agricole con lo sconvolgimento dei normali cicli colturali che impatta sul calendario di raccolta e sulle disponibilità con effetti concreti anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale dell’offerta e dei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa“. Se le precipitazioni sono addirittura dimezzate al nord, le temperature invernali – sottolinea l’associazione – sono state di 0,4 gradi superiori alla media lungo tutta la penisola con una punta nel nord dove la colonna di mercurio è stata addirittura di circa un grado al di sopra del periodo di riferimento 1971-2000. E non si tratta di un fatto isolato dopo che il 2018 con valori superiori di 1,48 gradi la media storica si è classificato in Italia come l’anno più caldo dal 1800 in una classifica che si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa Coldiretti – anche il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001 e poi il 1994.

L’andamento anomalo di questo inverno conferma dunque – continua la Coldiretti – i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti. La finta primavera quest’anno ha provocato uno shock alle coltivazioni ingannate dall’insolito tepore che ha fatto maturare in modo repentino e simultaneo gli ortaggi rendendo impossibile una programmazione scalare della raccolta. Il risultato è un boom di primizie sui banchi di verdure e ortaggi dove è possibile trovare una grande varietà di offerta Made in Italy. A preoccupare – sostiene la Coldiretti – sono invece le piante da frutto, dai mandorli agli albicocchi fino ad alcune varietà di pesche, che si sono ”risvegliate” in forte anticipo rispetto all’arrivo della primavera e, in molti casi, sono fiorite e risultano ora particolarmente vulnerabili ad un eventuale ritorno del maltempo. Se in Sicilia i mandorli sono sbocciati una settimana prima in Romagna per gli albicocchi – precisa la Coldiretti – si registra una accelerazione di ben quindici giorni. Il cambiamento climatico è “una nuova sfida per le imprese agricole che – conclude la Coldiretti – devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio“.

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