Clima, l’appello di Enrico Rossi: “La politica più che aderire deve fare”

Clima, l’appello di Enrico Rossi: “La politica più che aderire deve fare”

Al primo posto per Rossi quindi le "energie rinnovabili", a partire dal "fotovoltaico, su cui investiremo ancora di più per l'installazione dei pannelli su immobili artigianali, commerciali e industriali"

Claudio Furlan/LaPresse

Al primo posto per Rossi quindi le “energie rinnovabili”, a partire dal “fotovoltaico, su cui investiremo ancora di più per l’installazione dei pannelli su immobili artigianali, commerciali e industriali”, e porta l’esempio del giro che sta compiendo in queste settimane tra i progetti finanziati con risorse Ue: “Insisto molto proprio sul contrasto alla dispersione energetica. Grazie a questi investimenti le imprese sono diventate più sensibili e attive.

Da tempo la Toscana è impegnata con risposte locali a problemi globali. Uno studio dell’Università di Pisa (Toscana Green 2050) indica che è possibile il pareggio tra produzione regionale e fabbisogno di energia elettrica. Per diventare carbon free entro il 2050 sarà necessario generare in autonomia, grazie a fonti rinnovabili, più del 50% del fabbiso gno elettrico regionale. Ne deriverà anche una riduzione di impatti ambientali e un contrasto al consumo di suolo”.

“Le aree geotermiche – continua il presidente della Toscana – sono straordinari giacimenti di bellezze naturali e paesaggistiche. Nel 2017 sono state visitate da oltre 60mila veri e propri turisti geotermici. Anche il futuro del riscaldamento domestico risiede nella diffusione di impianti a pompa di calore rinnovabile. La tecnologia è matura e ampi i vantaggi. Ci sono dei costi di installazione ma presenteremo per questo un programma di incentivi. Ci sono esempi di successo come Montieri, nel grossetano: eccellenza europea per il teleriscaldamento geotermico premiata a Bruxelles nel 2017”.

Oltre a ‘zero emissioni’ l’altra sfida è la chiusura del ciclo dei rifiuti. Rossi promette: “Mi batterò perché sia approvata subito una legge regionale sull’economia circolare per recupero, riuso e riciclo della materia, con riduzione dei rifiuti prodotti, a partire dai principali distretti industriali, che sono pronti – quello conciario di Santa Croce lo ha già fatto – ad assumersi la loro parte di responsabilità in modo esemplare. Entro dieci anni dobbiamo azzerare i rifiuti urbani, come a Capannori, con l’autogoverno, col “porta al porta” e il compostaggio domestico”.

L’impegno quotidiano di volontari, pescatori e imprese alimentari e della grande distribuzione ha dimostrato grande attenzione all’emergenza plastiche in mare. “Non basta però toglierle da spiagge e acque, avverte il presidente. “Bisogna contrastare il problema alla radice. Predisporremo per questo a un programma per eliminare l’uso della plastica a partire dalla galassia regionale: penso al centro direzionale di Novoli, alle sedi distaccate, agli ospedali. Spingeremo i Comuni, grandi e piccoli a fare lo stesso. Queste azioni daranno benefici di ogni tipo. I toscani sono pronti a fare la loro parte. È una grande scelta collettiva e lungimirante che avrà implicazioni etiche ed economiche, per il lavoro e la sopravvivenza umana”.”È necessario cambiare strategia e visione del futuro”, conclude il suo pensiero Enrico Rossi. “La terra ci è data in prestito dai nostri figli”.

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