Coronavirus, Oms: “E’ ancora letale e la pandemia sta accelerando, è record di casi giornalieri”

"La pandemia di Coronavirus sta accelerando. Il mondo è in una nuova e pericolosa fase. Molte persone sono comprensibilmente stufe di stare in casa"
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La pandemia di Coronavirus sta accelerando, ieri sono stati riportati 150.000 nuovi casi, il numero più alto in un giorno finora. Il mondo è in una nuova e pericolosa fase. Molte persone sono comprensibilmente stufe di stare in casa. I Paesi sono comprensibilmente ansiosi di riaprire le loro società e le loro economie. Ma il virus si sta ancora diffondendo, è ancora mortale e la maggior parte delle persone sono suscettibili“. Sono le pesanti e controverse dichiarazioni rilasciate oggi dal direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante il consueto briefing sul coronavirus.

E anche il Ministero della Salute italiano è della medesima opinione: “In alcune realtà regionali, continua ad essere segnalato un numero di nuovi casi elevato. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante”. Lo sottolinea il report del ministero e dell’Iss per il monitoraggio settimanale della fase 2. “Sebbene tale riscontro – si sottolinea – possa essere in parte da attribuire alla intensa attivita’ di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, questi segnali non devono essere sottovalutati in quanto evidenziano come l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa e come la situazione epidemiologica sia estremamente fluida. E’ essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attivita’ di “testing-tracingtracking” in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia”. E’ anche fondamentale, ribadiscono ministero e Iss, “mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidita’ della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”.

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