Zone di rischio, quali criteri? Le Regioni che hanno superato la soglia di criticità sono gialle, la virtuosa Calabria inspiegabilmente rossa [DATI]

Coronavirus, polemiche sull'ordinanza del Ministero della Salute che ha decretato le fasce di rischio per le Regioni: inspiegabile l'inserimento della Calabria in "zona rossa"
MeteoWeb

Monta la polemica rispetto alle dichiarazioni delle “zone rosse” da parte del Governo: nel mirino le scelte dell’ordinanza del Ministro Speranza, che sembrano lontane da tutti gli standard scientifici ed epidemiologici. In modo particolare la scelta della “zona rossa” in Calabria sta suscitando enormi perplessità: è la Regione più virtuosa in assoluto, con il più basso numero di contagi in rapporto alla popolazione e il più basso numero di posti letto occupati rispetto a quelli disponibili. In terapia intensiva, addirittura, ci sono appena 11 pazienti si 161 posti letto, pari a un livello di occupazione del 6,8%, mentre negli altri reparti abbiamo 212 ricoverati su 813 posti disponibili, pari a un livello di occupazione del 26%.

Dati alla mano, non c’è alcuna Regione messa così bene sotto il profilo epidemiologico e ospedaliero, tanto che il prof. Francesco Broccolo, noto virologo milanese, ha parlato esplicitamente di “scelte politiche“.

Al contrario, tranne Lombardia e Piemonte che giustamente sono “zona rossa” a fronte di una situazione epidemiologica e ospedaliera grave, tutte le altre Regioni che hanno molti contagi e hanno superato le soglie di allerta previste per le terapie intensive e i posti letto in area medica, sono inspiegabilmente “zona gialla”. Si tratta della Campania, che ha superato il 30% dei posti letto in terapia intensiva e ieri ha battuto il record di casi con oltre 4.100 nuovi contagi giornalieri; del Lazio, che ha superato il 41% di posti letto occupati in area medica; della Liguria, che ha addirittura gli ospedali al collasso con il 64% di posti letto occupati in area medica e il 37% delle terapie intensive; le Marche, che hanno raggiunto il 44% di posti occupati in reparto e il 37% in terapia intensiva, dell’Umbria che ha il 46% di posti letto occupati in reparto e addirittura il 48% in terapia intensiva, la Toscana che ha superato il 36% in terapia intensiva e la Provincia autonoma di Bolzano che ha il 55% di posti letto occupati in area medica e il 51% di posti letto occupati in terapia intensiva.

Per chiarire la situazione, il Ministero della Salute ha fissato una conferenza stampa per le 15:30 di oggi pomeriggio: parleranno il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza in cui illustreranno gli indicatori che hanno portato all’ordinanza di ieri. Un appuntamento molto atteso e che, probabilmente, andava anticipato per fornire ai cittadini la consapevolezza delle scelte o quantomeno dare una spiegazione del motivo per cui in un posto si chiude e in un altro no, nonostante i numeri dicano il contrario.

Intanto continuano le polemiche, non solo legate alla Calabria ma anche alle Regioni del Nord. In modo particolare, in Lombardia c’è un grande sgomento rispetto al fatto che l’ordinanza debba essere così uniforme su tutto il territorio Regionale nonostante sia una Regione vastissima con oltre 10 milioni di abitanti. Nelle Province di Bergamo e Brescia il contagio è azzerato e gli ospedali sono vuoti, a differenza di quanto sta succedendo a Milano e Monza. Anche nelle altre Regioni, all’interno del territorio Regionale ci sono profonde differenze tra città e città, provincia e provincia. Visto l’andamento della prima ondata, che ha colpito in modo pesantissimo Codogno, Nembro, Alzano Lombardo e quindi Bergamo, ma ha risparmiato la vicina Milano, probabilmente sarebbe stato più corretto andare ad individuare le zone rosse esclusivamente nei focolai del Coronavirus senza coinvolgere territori in base ai confini amministrativi che poco hanno a che vedere con l’andamento della circolazione del virus. La discussione è aperta, il Presidente facente funzioni della Regione Calabria ha annunciato ricorso al Tar con impugnazione dell’ordinanza. Con ogni probabilità, questa storia non è destinata a finrie qui.

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