Il 19 settembre del 1985 un fortissimo terremoto devasta Città del Messico [GALLERY]

Il sisma di magnitudo 8.1 che devastò Città del Messico causò migliaia di vittime e diede impulso alla cultura della prevenzione e allo studio degli effetti di sito: le onde sismiche vennero infatti amplificate dai sedimenti su cui sorge la città

Il 19 settembre del 1985, esattamente 31 anni fa, si registrava in Messico uno dei terremoti più disastrosi del Novecento. La scossa, di magnitudo 8.1 Richter, ebbe luogo alle 7.17 di mattina con epicentro lungo la costa Pacifica nei pressi di Lazaro Cardenas, nello stato del Michoacàn. Acapulco venne distrutta parzialmente, ed enormi danni ci furono presso Ciudad Guzman e Jalisco. La maggior devastazione avvenne però a quasi 400 km di distanza dall’epicentro.

L’area della costa Pacifica infatti, pur subendo danni gravissimi (l’intensità nella scala MCS arrivò al IX grado), non conobbe la devastazione che invece interessò la capitale. A Città del Messico la scossa fu lunghissima e devastante: collassarono centinaia di edifici, ed oltre tremila strutture e abitazioni furono seriamente danneggiate, in particolar modo nel centro della città. La città, che restò isolata dal mondo per lunghe ore a causa della rottura dei cavi telefonici, sprofondò nel caos. Ci furono moltissimi incendi e il bilancio dei morti non è mai stato accertato, oscillando fra le 4.000 vittime annunciate dal governo messicano, le 10.000 dichiarate dalla Croce Rossa e le 40.000 stimate dal Servizio Sismico messicano.

85_messicoIl terremoto del Messico del 1985 viene ricordato dai messicani come un giorno drammatico che ha segnato la sua storia, ma ha anche dato impulso a profondi cambiamenti. Città del Messico venne ricostruita dopo il sisma, ed oggi è una città per certi versi molto più preparata ad una scossa così forte. Quell’evento segnò la storia del Messico anche in altro modo: i gruppi di volontari che aiutarono a recuperare la gente da sotto le macerie, si trasformarono poi in movimenti che impulsarono cambiamenti politici nel paese. Inoltre nacque una cultura della protezione civile e della prevenzione che prima era assente nel paese. Ogni anno si tengono esercitazioni antisismiche nelle scuole e negli edifici pubblici. Anche oggi, a 31 anni da quella terribile giornata, si terrà una mega esercitazione che coinvolgerà migliaia di persone.

Il terremoto dell’85 permise inoltre alla comunità scientifica di fare importanti passi avanti nella comprensione del comportamento delle onde sismiche. Nacque da lì lo studio degli effetti di sito, e della “risposta sismica locale”. A Città del Messico infatti, si era verificato su larga scala un caso di amplificazione delle onde sismiche, per via dei sedimenti alluvionali su cui sorge la città ma anche per via della particolare ubicazione geografica della metropoli, all’interno di una conca chiusa.

La Città sorgeva a 350 km dall’epicentro, ma le onde vennero amplificate causando gli enormi danni che conosciamo. Oggi i geologi conoscono molto bene questo fenomeno, che viene studiato nei dettagli. Dall’85 sappiamo che nella valutazione della pericolosità sismica non conta soltanto la distanza dall’epicentro ma anche il tipo di morfologia e di geologia presenti nelle aree intorno ad esso: l’amplificazione delle onde sismiche può portare a danni gravissimi, ed è per questo che anche in Italia riveste grande importanza la mappatura in dettaglio del territorio: si tratta della microzonazione sismica.