Accadde oggi, il 26 settembre del 1997 un forte terremoto sconvolge l’Umbria e le Marche [FOTO]

Il terremoto del 26 settembre 1997 sconvolse l'area di Foligno e Colfiorito: 11 vittime e decine di migliaia di persone senza tetto. Emblematico di quella catastrofe il crollo della volta nella Basilica di San Francesco ad Assisi

Il 26 settembre 1997 è una data che per molti abitanti di Umbria e Marche resterà scolpita a lungo nella memoria. Così come – purtroppo – lo sarà il 24 agosto del 2016 ed il 6 aprile del 2009. In quella giornata di 19 anni fa, l’Italia centrale venne sconvolta da un forte terremoto che causò 11 morti, 100 feriti, e il danneggiamento grave di ben 80.000 edifici. Il sisma diede anche un durissimo colpo al patrimonio artistico e archeologico. L’epicentro delle scosse più forti si concentrò a cavallo fra l’Umbria e le Marche. Viene ricordato anche come terremoto di Colfiorito.

La prima scossa avvenne alle 2.33 di notte con epicentro Cesi (nei pressi di Colfiorito e Serravalle del Chienti). La scossa, di magnitudo 5.8, svegliò mezza Italia centrale e causò due vittime. Due anziani morirono per il crollo della loro abitazione. Il terremoto venne avvertito distintamente anche a Roma. Fu il primo grande terremoto dopo quello del 1980 in Irpinia ed ebbe grande ripercussione mediatica.

terremoto umbria marcheLa mattina del 26 settembre, proprio mentre i tecnici eseguivano sopralluoghi sulle case danneggiate dal sisma della notte ed i giornalisti arrivavano nell’area dell’epicentro per documentare i danni ed intervistare gli sfollati, poco prima di mezzogiorno una nuova scossa sconvolgeva l’area. Stavolta più forte, di magnitudo 6.1, e con epicentro ad Annifo (Perugia), pochi chilometri al nord di Cesi, dove c’era stata la prima grande scossa. La nuova scossa, il cui ipocentro venne localizzato ad una profondità di 10 km, diede il colpo finale a tanti edifici già danneggiati nella notte.

Ci furono altre otto vittime, che si aggiunsero a quelle della notte. Quattro di queste vittime erano tecnici, giornalisti e frati che si trovavano nella storica Basilica di San Francesco d’Assisi, conosciuta in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto e Cimabue: le vittime si trovavano nella Basilica per verificare i danni della notte quando vennero travolti dal cedimento della volta. Il video con il crollo e la nuvola di polvere che investe tutto, fece rapidamente il giro del mondo e rimase il simbolo di quel terremoto.

Lo sciame sismico durò a lungo, per settimane, con scosse anche forti, come quella di magnitudo 5.5 del 14 ottobre 1997. L’area più colpita fu quella di Foligno (sia le frazioni montane che il capoluogo, nel quale fu emblematico il crollo del torrino del Palazzo Comunale), Nocera Umbra, Preci, Sellano ed Assisi in Umbria e Fabriano, Serravalle di Chienti e Camerino nelle Marche.

Subito dopo il sisma, dopo la prima fase di allestimento delle tendopoli, gli abitanti delle zone colpite vennero alloggiati nei container, che rimasero in loco per molti anni, fino al completamento della ricostruzione, avvenuto diversi anni più tardi.

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