Alluvioni lampo d’estate al Sud, Scilla come Caminia: ecco perché in Calabria si verificano spesso questi fenomeni estremi

Scilla ieri come Caminia nel 2015: due fenomeni analoghi in Calabria, dove le alluvioni lampo estive sono sempre più frequenti

Nelle immagini a corredo dell’articolo il dramma dell’8 agosto del 2015, in Calabria, nella baia di Caminia, sulla fascia jonica catanzarese. La situazione non è quella di Scilla di ieri, ma ci assomiglia davvero tanto. Due situazioni diverse ma con moltissimi punti in comune.

Innanzitutto il fatto che nessuna delle due situazioni era stata anticipata da alcun modello previsionale, anche se comunque per ieri a Scilla avevamo chiaramente previsto il maltempo. Ma non di quella portata. E’ già questo dà un’idea della caratteristica dei fenomeni, entrambi non previsti.

Altro punto in comune la quantità di pioggia caduta in circa un’ora con accumuli registrati prossimi ai 100mm orari, per come registrato anche ieri nell’area di Scilla (precisamente 83mm sulla costa e 120mm sulle colline). Ed ancora l’orografia dei luoghi, del tutto assai simile.

Sia Scilla che Caminia infatti sono due splendide baie ampie poco meno di un chilometro, ridossate da rilievi alle spalle assai ripidi ed estesi e da promontori, ai fianchi, di roccia che si estende in mare per alcune centinaia di metri. Entrambe le baie hanno strade di accesso al mare strette e per lo più ricavate dal tracciato di vecchi letti di fiumare asciutte in estate, ma capaci di raccogliere e scaricare grosse quantità di acqua in  caso di violente piogge. Due situazioni accomunate non solo dalla bellezza dei luoghi indiscutibile, ma anche da analoga orografica. E proprio in questa particolare orografia può ritrovarsi  la ragione delle “bombe d’acqua“.

In caso di maltempo estivo infatti la presenza di rilievi molto alti alle spalle e sui fianchi, favorisce al mattino con la temperatura del suolo ancora fredda, la condensazione di forti masse d’acqua, causando precipitazioni violente all’interno della stessa baia e  poi per estensione alle aree più vicine.

La caratteristica forma chiusa, da baia appunto, è importante per comprendere la dinamica di quanto avvenuto ieri, perché  fa da catalizzatore, tanto a Scilla ieri che a Caminia 2 anni fa, raccogliendo al suo interno, come se fosse un grosso bacino,  la grossa quantità di umidità portata dal maltempo in arrivo dal mare e  permettendo così la condensazione (a seguito della temperatura delle alture più fredda, lo ribadiamo) sotto forma di pioggia tanto violenta quanto improvvisa.

I modelli previsionali non considerano in modo cosi accurato l’orografia dei luoghi pertanto non riescono a prevedere simili effetti. Caminia sullo Jonio, Scilla sul Tirreno, sono due realtà assai distanti ma accomunata da caratteristiche fortemente  simili.

E’ una novità? No, se ne era accorto anche Ulisse. L’Odissea le celebra entrambe ampiamente.