Astronomia, analogie tra gli asteroidi Bennu e Ryugu: quest’ultimo è troppo roccioso, a rischio il touchdown della sonda Hayabusa2 [FOTO]

L’agenzia spaziale giapponese dichiara che oltre 200 foto dell’asteroide Ryugu scattate da due piccoli rover non mostrano alcun segno di un’area favorevole al previsto touchdown di Hayabusa2

L’agenzia spaziale giapponese dichiara che oltre 200 foto dell’asteroide Ryugu scattate da due piccoli rover non mostrano alcun segno di un’area favorevole al previsto touchdown di un veicolo spaziale all’inizio del nuovo anno. La Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) ha spiegato chei due rover ad energia solare sono diventati inattivi. Probabilmente si trovano in una zona d’ombra ma stanno ancora rispondendo ai segnali dopo 3 mesi, superando la loro “aspettativa di vita” di diversi giorni.

I rover Minerva II-2 sono stati rilasciati dalla sonda Hayabusa2 sull’asteroide Ryugu, a circa 280 milioni di chilometri dalla Terra, nel mese di settembre per raccogliere dati e informazioni sulla sua superficie. Molte foto mostrano una superficie rocciosa, che presenta molte sfide per il touchdown di Hayabusa2, già rimandato dalla fine di ottobre dopo che le prime immagini avevano fatto vedere una superficie più rocciosa del previsto. JAXA sostiene di aver ridotto i potenziali punti di atterraggio ma intende ancora tentare il touchdown per raccogliere campioni.

Si ritiene che uno dei due rover abbia percorso circa 300 metri saltellando sull’asteroide, dove la gravità è troppo debole per i veicoli su ruote, e ha inviato oltre 200 foto e altri dati alla sonda madre, che poi li ha trasmessi sulla Terra, spiegano gli esperti. L’altro rover ha scattato circa 40 foto e ha smesso di muoversi dopo circa 10 giorni, ha aggiunto Takashi Kubota (JAXA). Secondo Kubota, la temperatura superficiale dell’asteroide, più bassa del previsto, potrebbe aver aiutato a rallentare il deterioramento dei rover.

Kubota ha spiegato che i dati raccolti finora mostrano analogie, incluse forma e superficie, con Bennu, l’asteroide analizzato dal veicolo OSIRIS-REx della NASA. I risultati iniziali dimostrano che gli asteroidi sono più umidi e più ricoperti di rocce di quanto si pensasse inizialmente. Gli asteroidi, che orbitano intorno al sole ma che sono molto più piccoli dei pianeti, sono tra gli oggetti più antichi del sistema solare e potrebbero contribuire a spiegare come si sia evoluta la Terra. “Siamo estremamente interessati e non vediamo l’ora di condurre ulteriori analisi. Speriamo di trovare qualcosa che possa aiutare a spiegare le origini dello spazio e la sua evoluzione”, ha concluso Kubota.

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