L’astronauta Paolo Nespoli: anche sulla Terra continua l’impegno per lo spazio [GALLERY]

L’astronauta italiano ESA Paolo Nespoli, anche se tornato saldamente coi piedi per terra, continua a lavorare per lo spazio: sarà impegnato per oltre un anno nelle attività post volo necessarie a raccogliere i risultati scientifici della missione Vita dell’Agenzia spaziale italiana, che lo ha impegnato sulla Stazione Spaziale per quasi cinque mesi.

Oggi l’astronauta è stato presente al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, a margine dell’incontro con oltre 150 studenti delle scuole superiori per la presentazione del libro ‘C’e’ spazio per tutti?’, con il fumettista Leo Ortolani.

In questo momento stiamo facendo tutte le attivita’ post volo di ritorno tecnologico con quello che abbiamo sperimentato a bordo della Stazione spaziale. Sono in corso diversi esperimenti scientifici e misure sul nostro corpo che dureranno per piu’ di un anno dopo il rientro dalla missione“, racconta Nespoli.

Quando uno arriva sulla Stazione spaziale puo’ essere anche un genio, ma si trova in situazione di microgravita’ dove deve rimparare tutto. Sei ‘diversamente abile’, il tuo cervello e’ bloccato nel capire come muoversi e sei piu’ imbranato di Rat-Man“, dichiara Nespoli, le cui avventure spaziali sono raccontate dalla matita del fumettista Leo Ortolani, nel libro ‘C’e’ spazio per tutti?’: “Il lavoro con Ortolani e’ partito da un progetto dell’Agenzia spaziale italiana, che da un lato cerca di fare un lavoro estremamente tecnologico e scientifico, e dall’altro cerca di unire le altre cose che nello spazio arrivano un po’ dopo, cioe’ l’arte, la filosofia, l’educazione“. “Se uno vuole parlare ai ragazzi, ma anche agli adulti, e comincia a fare formule strane, si perdono subito. Se invece si parla di fumetti, di cose interessanti, e anche di fantascienza (che poi la fantascienza di oggi e’ la scienza di domani), questo e’ un modo per portare tutta l’umanita’ in orbita con noi“.

Sono stato contento e lusingato di poter collaborare con Leo in questo fumetto“, prosegue Nespoli. “Alla fine io non ho fatto niente, ho solo parlato con lui qualche ora, poi e’ stato lui a tirare fuori queste storie fantasmagoriche, con un lavoro certosino nell’andare a cercare i fatti e immetterli in una storia di fantasia“.